giovedì 26 febbraio 2009

Atomi in salsa Francese

Atomi in salsa francese

Giuseppe Onufrio*

L'accordo italo-francese riguarda una tecnologia, l'Epr, di cui, vale la pena ricordarlo, ancora nel mondo non funziona alcun esemplare. Due cantieri aperti ad oggi, uno in Francia (a Flamanville, partecipato da Enel al 12.5 per cento) e uno in Finlandia a Olkiluoto: in quest'ultimo, il primo a iniziare, sono evidenti enormi
problemi di rispetto dei tempi, che viaggiano al raddoppio, dei costi (già accertati 1,5 miliardi di perdita, si va verso il raddoppio dei costi) e della sicurezza, con oltre 2.100 «non conformità» registrate dall'autorità di sicurezza finlandese. Alcune di queste difformità hanno riguardato strutture importanti come il circuito primario (saldature fuori standard), le fondamenta del reattore (cemento con tenore troppo elevato di acqua), il circuito secondario che alimenta il generatore di vapore con tubature non conformi, la struttura interna in
acciaio affidata a una ditta specializzata in chiglie di pescherecci e fuori standard, e altro ancora. In Finlandia, secondo un sondaggio pubblicato il 23 febbraio della rete televisiva Yle (condotto dall'agenzia Taloustutkimus
su un campione di 1.000 interviste), esiste una maggioranza contraria a una ulteriore espansione del nucleare del 48 % contro il 37 % di favorevoli. Un altro tema riguarda la maggiore produzione di prodotti di
fissione dell'Epr, che come combustibile utilizza il Mox, una miscela di uranio e plutonio: rispetto a quelle convenzionali, si producono scorie da 4 a 11 volte più pericolose. Il costruttore francese, Areva, è all'87 per cento di proprietà pubblica ed è forse per questa ragione che l'ordine di un terzo Epr a Pelny, il secondo in Francia, sia stato annunciato dal Presidente Sarkozy e non da una azienda elettrica, come dovrebbe accadere normalmente in un mercato liberalizzato. Ma, del resto,
senza ordinativi nessuna azienda vive, e Sarkozy aveva già proposto l'Epr anche a diversi paesi nordafricani, le cui capacità tecnologiche non sono adeguate a gestirlo, tanto da essere definito da Greenpeace Francia un
"piazzista" nucleare.

Il sostegno pubblico all'industria nucleare in Francia è paradossale se si pensa che il suo piano di sviluppo delle rinnovabili è molto spinto, con un obiettivo del 23 % al 2020 e conferma la vocazione (storica) a esportare elettricità (di base), importando quella di picco anche dall'Italia (in attesa dell'eolico francese).
Eppure coi francesi qualche esperienza nucleare del passato non proprio positiva l'abbiamo sperimentata. Il reattore italo-franco-tedesco Superphenix, un reattore da 1.200 MW al plutonio, che doveva produrre più plutonio di quello che bruciava trasmutando l'uranio impoverito (abbastanza per 60 bombe l'anno, secondo i
resoconti parlamentari francesi dell'epoca), è stato forse il più grande fallimento industriale della storia con un valore bruciato di 10 miliardi di euro ai valori attuali, smantellamento compreso, un terzo a carico dei cittadini
italiani, che hanno pagato con la bolletta della luce.

Una quota tra il 60 e il 70 % del costo dell'elettricità da nucleare dipende dal costo dell'impianto. Ma quanto costeranno questi reattori? L'Ad di Enel dichiarava 3-3,5 miliardi l'uno lo scorso giugno, 4 a settembre (esiste anche un'inflazione nucleare), altre fonti dicono «fino a 6» (E.On impresa tedesca arrivata ormai anche in Italia). Lo stesso balletto delle cifre si è registrato negli Usa dove Bush nel 2007 aveva fatto approvare un fondo per prestiti a tasso agevolato da 18,5 miliardi di dollari. Se in quell'anno Moody's valutava i costi totali non inferiori a 7 miliardi di dollari per 1.000 Mw, l'impresa elettrica Florida Light&Power presentava un progetto per rifare due unità nucleari da chiudere valutando i costi a 8 i miliardi di dollari per 1.000 MW.

Quanto costeranno i reattori in Italia dipenderà anche dal tempo che metteranno (semmai) a costruirle: in Finlandia dovevano farlo in 4 anni e lo faranno, con una qualità tutta da verificare, in 8. Siccome il costo dell'elettricità da nucleare è legato al costo di investimento, sapere quale sia il costo finale è decisivo per dare
un giudizio sugli aspetti economici.
Ma dove potranno esser messi i quattro reattori Epr in Italia? Le necessità legate alla disponibilità di acqua e quelle della rete limitano abbastanza la scelta. Tra i siti tecnicamente pensabili, Caorso potrebbe ospitarne una (ma con torri di raffreddamento, il Po da solo non ce la farebbe specie in estate) e due a Montalto di
Castro, chiudendo la centrale a gas; ma non pare che le regioni e gli enti locali siano particolarmente favorevoli. Trino, Garigliano e Latina non sembrano siti adeguati a ospitare 1.600 MW e passa di un Epr, la più grande unità nucleare mai costruita.

Il rischio sismico è un altro tema sottovalutato. In Giappone, paese leader nelle costruzioni antisismiche, il terremoto che nel luglio del 2007 colpì l'«isola nucleare» di Kashiwazaki-Kariwa, 7 impianti per 8.000 MW, fece scattare l'allarme e le centrali furono chiuse. Anche se non ci sono state perdite di radioattività
significative, la verifica dei possibili danni all'interno di un reattore nucleare non è una cosa banale. I 7 reattori sono ancora chiusi (con una produzione mancata, solo nel 2008, di 50 miliardi di kWh) e, dopo 300 milioni di dollari di interventi alle due unità più danneggiate, si comincia a discutere di riavviare uno dei reattori.

Le quattro centrali dell'accordo italo-francese, quando andranno (semmai) a regime produrranno circa 45 miliardi di kilowattora all'anno e non costeranno meno di 20-24 miliardi di euro. L'obiettivo europeo per le rinnovabili, nel solo settore elettrico, prevede una produzione aggiuntiva di 50 miliardi di kWh all'anno al
2020. Se si assume l'obiettivo del 20 % di aumento dell'efficienza, 100 miliardi di kWh all'anno, (fattibili, come dimostra un rapporto del Politecnico di Milano elaborato per Greenpeace), il valore energetico totale è più che
triplo rispetto al nucleare. L'occupazione legata alla sola parte elettrica degli obiettivi europei è superiore ai 200.000 occupati (e ben più alta se si considerano gli usi termici), un valore dell'ordine delle 10 volte superiore al nucleare del governo. Su rinnovabili ed efficienza potremmo recuperare e in poco tempo: un
memorandum è stato presentato al governo da uno schieramento di associazioni ambientaliste insieme ad associazioni industriali delle fonti rinnovabili, e si attende risposta.

Negli Usa, finita l'era Bush, l'inversione di marcia sul nucleare è stata sancita dalla bocciatura di un emendamento repubblicano pro nucleare al pacchetto di stimolo dell'economia (per 50 miliardi di prestiti a tasso agevolato) mentre efficienza e fonti rinnovabili valgono 60 miliardi, tra fondi e detassazioni. Cosa
importante: dell'intero «pacchetto» proposto dal presidente Obama sono proprio fonti rinnovabili e efficienza che possono essere oggetto di uno scambio tecnologico con la Cina, uno dei maggiori finanziatori del debito Usa. Cosa che lascia ben sperare nella trattativa per il clima globale, che vedrà in dicembre una importante
tappa nella conferenza di Copenhagen in cui è in gioco il futuro del Protocollo di Kyoto.

Il governo italiano, invece di guardare avanti, guarda al passato, e si adopera a dare una mano a qualche lobby del nucleare e a soccorrere la Francia, ancora a corto di ordinativi.

*Direttore di Greenpeace Italia

venerdì 20 febbraio 2009

Mills Condannato per Aver ricevuto tangenti da Berlusconi




E' da giorno 17 che circola la notizia che David Mills, avvocato, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per aver preso tangenti dall'attuale presidente del Consiglio questo per non dare nessuna informazione ai giudici Milanesi riguardo le imprese off-shore delle aziende Berlusconiane.

Trovo allarmante la notizia che nessun giornale abbia messo a caratteri cubitali che la carica più importante dello stato sia stata condannata, in modo indiretto per corruzione. Dico in modo indiretto perchè purtroppo la legge ad personam, il lodo Alfano, impedisce che il Signor Berlusconi diventi imputato in un processo.

Le tv, asservite al potere politico, parlano delle dimissioni dell'amico di Berlusconi, Veltroni, che teoricamente sedeva nel partito politico opposto...questo politico (sono disgustato quando lo scrivo), ex-sindaco di Roma, ha guarda caso, concentrato con le sue dimissioni l'attenzione dei giornali, che con un enorme sospiro di solievo, possono evitare di far parlare della condanna di Mills e quindi di Berlusconi.

Veltroni hai dato una grossa gitantesca mano al signor Berlusconi, il plurimputato e corruttore. CHE MERAVIGLIAAAAA!

Oggi ho scoperto cosa mi fà ribbrezzo : i politici italiani...

Quando andrò via da questo paese lo farò con un gran sospiro di sollievo...

mercoledì 18 febbraio 2009

Scandalo di Rifiuti in Gran Bretagna

http://www.greenpeace.org/international/photosvideos/greenpeace-photo-essays/following-the-e-waste-trail

I rifiuti invece di essere correttamente smaltiti con un trucco, venivano esportati come BENI DI SECONDA MANO... e finivano nelle discariche in Nigeria...
Naturalmente questa cosa è illegale... visto che i rifiuti pericolosi per legge non possono essere esportati.
Ecco l'articolo:

International, 18 febbraio 2008 – Con un’operazione segreta, Greenpeace ha scoperto un traffico illegale di rifiuti elettronici destinati al riciclo che, sotto la falsa veste di beni di seconda mano, lasciavano la Gran Bretagna per finire in Nigeria. Greenpeace ha nascosto un dispositivo di tracking con collegamento GPS dentro un vecchio televisore non più riparabile e ha potuto seguire tutto il percorso del rifiuto hi-tech.

L’operazione, eseguita insieme a Sky television (la sezione britannica di Sky), sottolinea come lo scarso impegno di molte aziende elettroniche rispetto alla gestione dei loro prodotti a fine vita stia inevitabilmente incrementando il fenomeno dell’esportazione di rifiuti pericolosi dall’Europa ai Paesi in via di sviluppo. La Nigeria è sola una delle molte destinazioni di questi traffici, scoperti anche in Ghana, Pakistan, Cina e India.

“Le aziende possono fermare questo traffico illegale e pericoloso, mettendo in commercio prodotti che siano privi di sostanze tossiche e assumendosi la piena responsabilità di gestire il riciclo in sicurezza dei propri articoli.– Afferma Vittoria Polidori responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace. - Solo in questo modo si può mettere fine a un fenomeno illegale e in crescita che avvelena la gente e i posti incontaminati dei paesi meno ricchi.”

Greenpeace ha portato il televisore rotto con il dispositivo di tracking nascosto all’interno presso il servizio di riciclo in Gran Bretagna (chiamato UK’s Hampshire County Council) e ha scoperto che invece di smantellare la tv in sicurezza in UK, o comunque in Europa, l’azienda di riciclo del Consiglio, BJ Electronics, l’ha esportata in Nigeria, come bene di seconda mano.

Migliaia di vecchi prodotti elettronici lasciano ogni giorno l’Europa per raggiungere l’Africa, nonostante il divieto del Regolamento europeo di esportare rifiuti pericolosi, come sono considerate le TV rotte irreparabilmente, in paesi in via di sviluppo, come la Nigeria. Solo alcuni di questi articoli saranno riparati, ma gran parte finirà per essere smaltita in questi paesi, divenuti discariche a cielo aperto di Europa, Stati Uniti, Giappone e Sud Corea.

Le aziende hi-tech dovranno aumentare i loro sforzi per raccogliere e trattare in modo sicuro i rifiuti elettronici. È l’unico modo per evitare che giovani lavoratori dei paesi più poveri - molto spesso bambini - continuino a essere esposti a un cocktail di sostanze tossiche, altamente nocive per la loro salute.

mercoledì 11 febbraio 2009

Censura alla rete

Da:
http://www.tomshw.it/



L'emendamento in questione, in sintesi, contiene le seguenti misure:

* Che sia perseguita l'apologia di reato, l'istigazione a delinquere e quella a disobbedire alle leggi su Internet. Il Ministro dell'Interno avrebbe il potere di interrompere l'attività indicato e ordinare agli ISP di filtrare i contenuti.
* Gli ISP devono attivarsi entro 24 ore dall'ordinanza, o affrontare una multa.
* Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".

Il testo non è del tutto chiaro, ma fa capire che ogni riga o immagine che appare in rete potrebbe essere ritenuta un delitto potenziale.


Non ho letto l'emendamento ma se fosse cosi...
il nuovo pacchetto "SICUREZZA" del governo italiano da un ampio modo di interpretare la legge... cioè... potrebbe anche essere interpretata come... chiunque non scriva quello che è l'allinemanto politico dell'attuale governo... può tranquillamente essere censurato.

La rete non è un covo di stupratori, è bene che i nostri cari e disinformati politici lo sappiano... Ci stanno madri di famiglia in rete, bambini... persone...

lasciare una legge come quella approvata che dà libero spazio all'interpretazione e alla censura è un vero e proprio reato.

venerdì 6 febbraio 2009

Oltre 1milione e mezzo di posti di lavoro: dove?

Leggetevi l'articolo....
repubblica.it

Sappiate che il nostro governo vuole investire sul nucleare... tencologia costa, ci vogliono 10 anni per costruire una centrale, e pericolosa, visto che un sito di stoccaggio delle scorie sicuro, per migliaia di anni, non esiste da nessuna parte del mondo! Ah.. non scordiamoci che dopo 10 anni la centrale va smontata e i pezzi messi in sicurezza... nei centri di stoccaggio.

Leggetevi questo articolo per farvi un'idea
http://www.ecoblog.it

Ma visto che è cosi costosa, perchè si investe nel nucelare? Semplice! Perchè ci sono le sovvenzioni statali a sostegno del nucleare. In Francia se non fosse per lo stato il nucleare non riuscirebbe a sopravvivere da solo e avrebbe chiuso da tempo...

Qualcuno potrebbe rispondere... e si...! Ma con il nucleare di 4a generazione risolviamo il costo e le scorie!
Sbagliato! Il nucleare di 4a generazione non eiste.. è ancora sperimentale. Nessuno potrà usare questa tecnologia se non fra almeno 30 anni. E non si risolve il problema delle scorie High-grade, cioè altamente radioattive ( durano 1000 anni! )... inoltre da questo articolo si capisce quanto costoso sono in realtà le nuove centrali nucleari:
http://www.greenpeace.org/