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venerdì 12 febbraio 2010
Il Nucleare? Lo facciamo nelle regioni dove non mi candido
«Sostenere il piano nucleare del governo, ma poi dichiarare che la propria Regione “non ne ha bisogno”, non è un modo serio di trattare i propri elettori – commenta Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare di Greenpeace. – E’ bizzarro che 18 regioni abbiano votato contro il piano nucleare del governo, tre a favore, tra cui Veneto e Lombardia, e i candidati poi facciano i furbi dicendo “si ma non da noi”. La Polverini ha esordito in campagna elettorale dicendo che sul nucleare non possiamo tirarci indietro e ora anche lei dice “sì, ma non nel Lazio”. E dove allora? E’ evidente che il tema fa perdere voti e che i candidati sanno bene che gli elettori non vogliono il nucleare».
Con la legge 99 del 2009, infatti, e con il decreto legislativo approvato negli ultimi giorni, le regioni saranno escluse dalle decisioni sulla localizzazione degli impianti nucleari, e quindi saranno costrette ad accettare le scelte dettate dal governo.
«L’unico modo per proteggere la propria regione da una centrale è dire un ‘no’ incondizionato al nucleare» aggiunge Lepore.
In soli sei giorni Greenpeace ha raccolto oltre 30mila firme su www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle regionali di dichiararsi contrari al nucleare.
«Greenpeace chiede a tutti i candidati di dire no a una tecnologia rischiosa e troppo costosa come il nucleare, con chiarezza e senza ipocrisie: è un diritto di tutti i cittadini conoscere prima delle elezioni se il loro voto li porterà al nucleare» conclude Lepore.
mercoledì 4 novembre 2009
Nucleare: pronti a farla pagare ai vostri figli?
ROMA, 3 novembre 2009 - Lo scorso 22 ottobre con un comunicato congiunto le tre agenzie di sicurezza nucleare, la francese ASN, la britannica HSE’sND e la finlandese STUK, hanno bocciato il reattore Epr, poiché il progetto del sistema di automazione e controllo non soddisfa il “principio di indipendenza”: il sistema di emergenza non è indipendente da quello di normale funzionamento.
Questa violazione di un principio basilare della sicurezza nucleare era stata già sollevata a suo tempo dalla STUK in una lettera di accuse al costruttore AREVA lo scorso dicembre e fatta trapelare in aprile. Nella lettera inviata a Anne Lauvergeon presidente di AREVA si leggeva che “… la mancanza di conoscenze professionali di alcune persone che parlano negli incontri di esperti a nome della (sua) organizzazione non consentono di fare progressi nel risolvere le questioni. Quindi errori evidenti non vengono corretti e noi non riceviamo la documentazione con informazione adeguata e caratteristiche progettuali verificabili”
“La posizione congiunta di tre agenzie di sicurezza conferma la gravità di quello che sta accadendo in Finlandia e in Francia dove sono in costruzione i primi due EPR, reattori che si vorrebbero realizzare anche in Italia. E’ chiaro che si tratta di un prototipo di cui non è completo nemmeno il progetto e già lo si vende come tecnologia affidabile” dichiara Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia.
“Non solo sono state riscontrate oltre 2100 ‘non conformità’ in cantiere a Olkiluoto, ma il progetto stesso del ‘sistema nervoso centrale’ del reattore non soddisfa i minimi criteri della sicurezza nucleare. Come fanno certi esponenti di Confindustria e del Governo a dire che questi reattori siano sicuri?” conclude Onufrio.
giovedì 2 aprile 2009
GREENPEACE IN FRANCIA SPIATA DA INDUSTRIA NUCLEARE
Greenpeace condanna fermamente lo scandaloso spionaggio e l’invasione della privacy da parte di EDF. “Le pratiche di spionaggio di EDF sono un sintomo della segretezza che circonda l’energia nucleare. Come è stato dimostrato più e più volte, la democrazia e l’industria nucleare non possono convivere” spiega Rianne Taule, responsabile della campagna Nucleare di Greenpeace International.
Con il sostegno del Presidente Sarkozy, EDF, la società che gestisce tutti i reattori nucleari in Francia, sta aggressivamente promuovendo la tecnologia nucleare in tutto il mondo. Tuttavia, la proliferazione delle centrali nucleari significa minore trasparenza nel dibattito energetico.
“Greenpeace è un’organizzazione ambientalista non violenta” ricorda Pascal Husting, direttore di Greenpeace Francia. “Il fatto di essere trattati come se fossimo dei terroristi per la nostra battaglia sul nucleare, dimostra soltanto l’insofferenza dell’industria nucleare a un dibattito realmente aperto e democratico”.
La vicenda dello spionaggio è collegata alla diffusione di un documento tecnico, coperto da segreto miliare, che Greenpeace e l’associazione francese “Sortir du Nucleaire” hanno fatto nel 2006: l’EPR francese non resisterebbe a un incidente aereo con un jumbo jet (1)
“Forgiata nella fornace della Guerra Fredda, l’energia nucleare fa inestricabilmente parte dell’industria nucleare militare. Sono inseparabili. I governi e le compagnie elettriche in tutto il mondo devono respingere le aperture pro-nucleari di EDF e Sarkozy e le offerte di questa tecnologia pericolosa e anti-democratica. Bisogna invece abbracciare una rivoluzione energetica basata su rinnovabili ed efficienza energetica. E’ l’unico modo di migliorare realmente la nostra sicurezza energetica e sostenere al tempo stesso gli impegni per evitare gli effetti catastrofici dei cambiamenti climatici” conclude Husting.
NOTE
(1) "La corretta valutazione del rischio di un attacco aereo contro un Epr":
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/epr-aereo-francia
martedì 31 marzo 2009
Il nucleare by Report
report-Video
E qui un intervento, ( da vedere fino a metà e non oltre... visto che si ripete) del Signor Domenico Scillipoti, a cui faccio i miei complimenti per la chiarezza con cui ha espresso alcuni concetti e per aver assunto una posizione che condivido pienamente.
venerdì 6 febbraio 2009
Oltre 1milione e mezzo di posti di lavoro: dove?
repubblica.it
Sappiate che il nostro governo vuole investire sul nucleare... tencologia costa, ci vogliono 10 anni per costruire una centrale, e pericolosa, visto che un sito di stoccaggio delle scorie sicuro, per migliaia di anni, non esiste da nessuna parte del mondo! Ah.. non scordiamoci che dopo 10 anni la centrale va smontata e i pezzi messi in sicurezza... nei centri di stoccaggio.
Leggetevi questo articolo per farvi un'idea
http://www.ecoblog.it
Ma visto che è cosi costosa, perchè si investe nel nucelare? Semplice! Perchè ci sono le sovvenzioni statali a sostegno del nucleare. In Francia se non fosse per lo stato il nucleare non riuscirebbe a sopravvivere da solo e avrebbe chiuso da tempo...
Qualcuno potrebbe rispondere... e si...! Ma con il nucleare di 4a generazione risolviamo il costo e le scorie!
Sbagliato! Il nucleare di 4a generazione non eiste.. è ancora sperimentale. Nessuno potrà usare questa tecnologia se non fra almeno 30 anni. E non si risolve il problema delle scorie High-grade, cioè altamente radioattive ( durano 1000 anni! )... inoltre da questo articolo si capisce quanto costoso sono in realtà le nuove centrali nucleari:
http://www.greenpeace.org/
mercoledì 29 ottobre 2008
Passeggiata al carico radiattivo

Ricordate quando vi parlavo delle scorie radioattive italiane? Quelle che stavano sul bordo di un fiume che stralipava? Ho saputo che da
questo messaggio che e' girato sulla mailing list no tav, una lista pubblica.... in giorni in cui si parla continuamente di tornare al nucleare in italia, le scorie della centrale di Trino Vercellese, stoccate in condizione di assoluta insicurezza a Saluggia (a pochi metri da un fiume, la Dora, che ha la simpatica abitudine di esonadare un anno si' e un anno anche), continuano a andare a spasso per l' Europa, non per venire "bonificate", come cerca sempre di dire il politico di turno, ma solo per moltiplicare il loro carico di veleni, per poi tornare in italia tra qualche anno nelle stesse condizioni di pericolosita' in cui erano partite (ma dopo aver lasciato una scia di morte e contaminazione dietro di se').
Questo viaggio, da Torino alla Val Susa e da qui alla Francia o all' Inghilterra di Sellafield, avviene sulle normali linee ferroviare, momentaneamente bloccate per alcune ore (ma non sempre!), linee in pessime condizioni di manutenzione e percio' soggette a continui incidenti (l' ultimo incidente MORTALE, qui in Val Susa, proprio pochi giorni fa).
Questa volta, almeno, si sono degnati di avvertire i comuni attraversati. Avvertimento fine a se stesso, visto che non esistono piani di evacuazione o di gestione della crisi in caso di incidente.
venerdì 1 agosto 2008
Altro incidente a Tricastin, Francia : Questi francesi bevono troppo spumante?
Oltre 100 impiegati allontanati dall'impianto. Su due "tracce lievi di contaminazione"
In poche settimane già due incidenti nella centrale del sud della Francia
Nucleare, nuovo allarme a Tricastin
L'azienda: "Non è successo nulla"
Edf smentisce: "Emergenza scattata accidentalmente
non c'è stata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo"
La centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia
PARIGI - Torna la paura in Francia per un nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin, a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. Centoventi impiegati sono stati fatti allontanare dall'impianto dopo che è scattato l'allarme nella struttura.
La Edf, l'azienda che gestisce la centrale nucleare ha subito detto che l'allarme è scattato per errore e che non c'è stata alcuna perdita di materiale contaminante. L'agenzia di controllo del nucleare francese, l'ASN, però, ha avviato un'indagine e aspetta le conclusioni prima di pronunciarsi.
Delle persone sgomberate alcune sono state condotte in infermeria e test preliminari su 45 di loro hanno rivelato in due casi tracce "molto lievi di contaminazione": "Siamo al di sotto della soglia", ha rassicurato Jean Girardi, un ingegnere della centrale che ha parlato con la televisione privata francese lci.
Dopo gli incidenti delle ultime settimane, Tricastin fa paura: quello di oggi è il terzo episodio che vede coinvolto il sito nucleare, oltre ad un altro incidente verificatosi nello scorso mese nella zona: il 23 luglio cento dipendenti sono stati "leggermente contaminati" con radioelementi fuorusciti da un condotto dal reattore numero 4. Il 7 luglio scorso per errore sono stati riversati 74 chili di uranio in due fiumi.
sabato 31 maggio 2008
Nucleare
Incidenti nelle centrali nucleari
Dicembre 1952: semidistruzione del nocciolo del reattore (Chalk River, Canada).
Novembre 1955: fusione parziale del nocciolo (Arco, USA).
Settembre 1957: esplosione di un bidone di rifiuti radioattivi che contamina migliaia di Km2 di terreno e circa 270.000 persone (Celjabinsk, Russia).
15 chili di plutonio prendono fuoco (Rocky Flats, USA).
Ottobre 1957: incendio del reattore e fuga radioattiva (Windscale, Regno Unito).
1958: incidente provoca la contaminazione di 12 persone (Oak Ridge, USA).
Maggio 1958: incendio del reattore e fuga radioattiva (Chalk River, Canada).
Luglio 1959: fusione parziale del nocciolo (Los Angeles, USA).
Gennaio 1960: errore tecnico che fa quasi perdere il controllo del reattore (Savannah River, USA).
Aprile 1960: fusione di elementi del combustibile nucleare causa l’emissione di radioattività (Waltz Mills, USA).
Gennaio 1961: esplosione, tre persone uccise. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L’impianto è stato definitivamente chiuso (Arco, USA).
1964: guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore (Garigliano, Italia).
Incidente che provoca un morto (Wood River, USA).
Luglio 1964: incidente critico con una soluzione di uranio, Un morto (Rhodes Island, USA).
Gennaio 1965: 6,5 kg di fanghi radioattivi rilasciati (Savannah River, USA).
Maggio 1965: rilascio di otto metri cubi di acqua di raffreddamento (Savannah River, USA).
Maggio 1966: incidente (Melekesse, URSS).
Ottobre 1966: fusione parziale del nocciolo (Detroit, Michigan).
Surriscaldamento e mancato arresto automatico perché il relativo dispositivo non funziona. Il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970, e nel 1972 viene fermato definitivamente (Lagoona Beach, Usa).
1967: rilascio nelle acque del Po di Trizio radioattivo (Trino Vercellese, Italia).
Maggio 1967: parziale fusione del nocciolo, il reattore viene chiuso per 2 anni (Chapelcross, Regno Unito).
Novembre 1967: fuga radioattiva nell’acqua di raffreddamento e liberazione di gas radioattivi nell’aria (Grenoble, Francia).
1968: incidente provoca l’arresto per tre mesi del reattore (Monts Arreé, Francia).
Gennaio 1968: incidente blocca il reattore per 2 anni e 2 mesi (Chooz, Belgio).
Agosto 1968: blocco della centrale. La riparazione dura 3 anni (Brenillis, Spagna).
Ottobre 1968: perdita (La Hague, Francia).
1969: sette arresti alla centrale per guasti (Garigliano, Italia).
Fessurazioni molteplici delle turbine provocano la chiusura del reattore per 3 anni (Gundremmingen, Germania).
Gennaio 1969: dopo 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale viene murata definitivamente (Lucens, Svizzera).
Febbraio 1969: arresto alla centrale per mancanza di alimentazione alla strumentazione (Latina, Italia).
Marzo 1969: altro grosso guasto (Latina, Italia).
Maggio 1969: un malfunzionamento di una valvola causa la fuga di circa 500 litri di acqua pesante (Stoccolma, Svezia).
Incendio provoca fuga radioattiva (Rocky Flats, USA).
Ottobre 1969: incendio di elementi combustibili nucleari (St. Laurent des Eaux, Francia).
1970: incidente (Chooz, Belgio).
L’impianto perde 200.000 litri di acqua contaminata (Chicago, Usa).
1971: rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva (Den Haag, Olanda).
1972: fuoriescono dieci metri cubi di liquidi radioattivi (Saclay, Francia).
Due lavoratori muoiono per l’esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza nell’impianto (Surry, USA).
Marzo 1972: fuoriuscita acqua radioattiva (Indian Point, USA).
1973: 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono nella campagna (Den Haag, Olanda).
Aprile 1973: fuoriuscita di migliaia di metri cubi di scorie radioattive (Hanford, USA).
Settembre 1973: fuga di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati (Sellafield, Regno Unito).
Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente (La Hague, Francia).
Novembre 1973: diciassettesima fuga di liquidi radioattivi (Hanford, Usa).
1974: fuga di gas da un condotto che genera una nube radioattiva (Savannah Mirex, USA).
Gennaio 1974: incidente (Leningrado, Russia).
Febbraio 1974: esplosione e fuga radioattiva. Tre persone morte (Leningrado, Russia).
Maggio 1974: perdita (Hanford, USA).
Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro (Casaccia, Italia).
Agosto 1974: incidente (Beznau, Svizzera).
Settembre 1974: rilascio di acqua radioattiva (Los Alamos, USA).
Gennaio 1975: emissione di radioattività (Mihama, Giappone).
Marzo 1975: incendio (Browns Ferry, USA).
Ottobre 1975: fine della catena d’incidenti iniziata nel gennaio 1974 (Leningrado, Russia).
Novembre 1975: fuga radioattiva pari a 1,5 milioni di Curie (Leningrado, Russia).
Gennaio 1976: due operai uccisi da un incidente (Bohunice, Slovacchia).
Febbraio 1976: incidente (Bohunice, Slovacchia).
Febbraio 1977: (Jaslovské, Cecoslovacchia).
Marzo 1977: terremoto (Kozloduy, Bulgaria).
Ottobre 1977: Infiltrazioni di acqua di mare nel circuito di raffreddamento (Hunterston, Regno Unito).
Gennaio 1978: liberato elio radioattivo (Colorado, USA).
Giugno 1978: rilascio di due tonnellate di vapore radioattivo (Brunsbuettel, Germania).
Dicembre 1978: incendio e perdita di controllo del reattore, 8 lavoratori irradiati (Beloyarsk, Russia).
Marzo 1979: parziale fusione del nocciolo (Three Mile Island, USA).
Aprile 1979: due operai contaminati (Tokaimura, Giappone).
Incendio (Baersbeck, Svezia).
Maggio 1979: difetto tecnico innesca arresto di emergenza (Oyster Creek, USA).
Agosto 1979: fuga radioattiva, oltre mille persone contaminate (Erwin, USA).
Settembre 1980: guasto in una pompa causa rilascio accidentale di acqua radioattiva (La Hague, Francia).
Gennaio 1981: incidente (La Hague, Francia).
Marzo 1981: più di 100 lavoratori vengono esposti a dosi superiori ai 155 millirem durante riparazioni della centrale (Tsuruga, Giappone).
Luglio 1981: incendio (North Anna, USA).
Ottobre 1981: rilascio di 300 volte il livello normale di Iodio-131 (Sellafield, Regno Unito).
Gennaio 1982: (Rochester, USA).
Rotture al generatore di vapore (Ginna, USA).
Febbraio 1982: rilascio di 100 metri cubici di acqua radioattiva (Salem, USA).
Febbraio 1983: guasto al sistema di arresto automatico (Salem, USA).
Aprile 1983: incidente (Turkey Point, USA).
Arresto del reattore dovuto a guasto delle barre di combustibile (Kursk, Russia).
Giugno 1983: perdita totale del liquido refrigerante (Embalse, Argentina).
Luglio 1983: guasto tecnico causa rilascio di Iodio-131 (Phillipsburg, Germania).
Agosto 1983: un ingegnere riceve una dose fatale di radiazioni in un reattore di ricerca (Argentina).
Settembre 1983: un errore di un operatore causa una fuga radioattiva che causa la morte dell’operatore e la contaminazione di altri 17 con dosi tra 0,35 e 0,01 Gray (Buenos Aires, Argentina).
Ottobre 1983: cedimento tecnico ed incidente umano causano incidente (Blayas, Francia).
Novembre 1983: scarico di rifiuti altamente radioattivi direttamente in mare (Sellafield, Regno Unito).
Febbraio 1984: incidente (Kozloduy, Bulgaria).
Marzo 1984: sistema di raffreddamento di emergenza fuoriuso (San Onofere, USA).
Aprile 1984: guasto tecnico causa il versamento di acqua radioattiva (Sequoyah, USA).
Maggio 1984: sovraccarico di potenza non controllato (Bohunice, Slovacchia).
Ottobre 1984: arresto di emergenza (Paks, Ungheria).
Dicembre 1984: incendio (Kalinin, Russia).
Marzo 1985: guasto al sistema di raffreddamento (Grohnde, Germania).
Giugno 1985: disfunzione nel sistema di raffreddamento (Davis Blesse, USA).
Un’esplosione e la successiva perdita di vapore uccidono 14 operai (Balakovo, Russia).
Agosto 1985: incendio in un barile di rifiuti radioattivi (Karlsruhe, Germania).
Incendio (Fukushima, Giappone).
Ottobre 1985: rilascio accidentale di radioattività nel mare (Hinkley Point, Regno Unito).
Febbraio 1986: rilascio di 13 tonnellate di anidride carbonica radioattiva (Transfynydd, Regno Unito).
“Allarme ambra” – indica un’emergenza nella costruzione e una minaccia al resto dell’impianto. In un’altra occasione tre operai vengono contaminati (Sellafield, Regno Unito).
Aprile 1986: l’incidente nucleare più grave di cui si abbia notizia. Un surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e la dispersione di una nube radioattiva di 12.000.000 di TBq (Chernobyl, Ucraina).
Maggio 1986: rilascio di radioattività. Alterazioni nel livello delle radiazioni sono misurate a due chilometri dalla centrale (Hamm-Uentrop, Germania).
Sabotate linee di alta tensione collegate alla centrale (Palo Verde, USA).
Giugno 1986: dodici persone sono “leggermente” contaminate dal plutonio (Tokaimura, Giappone).
Agosto 1986: allagamento (Cattenom, Francia).
Dicembre 1986: esplosione che provoca 4 vittime (Surry, USA).
Gennaio 1987: incidente durante un trasporto di materiale nucleare (Regno Unito).
Marzo 1987: incendio e rilascio di radioattività in un centro di ricerca nucleare (Australia).
Dicembre 1987: pesante incidente (Hessen, Germania).
Scarico di acqua di raffreddamento al di fuori del reattore (Biblis, Germania). È stato seguito da diversi altri incidenti di modesta entità, l’ultimo dei quali è avvenuto nel novembre del 2004.
Rilascio accidentale di 50 tonnellate di acqua (Atucha, Argentina).
Febbraio 1988: accresciuto livello di radioattività (Bohunice, Slovacchia).
Aprile 1988: rilascio di 5.000 Curie di trizio (Bruyere le Chatel, Francia).
Giugno 1988: guasto tecnico (Zorita, Spagna).
Agosto 1988: (Atucha, Argentina).
Settembre 1988: incendio (Perry, USA).
Incendio (Ignalina, Lituania).
Guasto tecnico (Stade, Germania).
Dicembre 1988: quattro delle otto installazioni di emergenza scoperte fuoriuso (Brokdorf, Germania).
Due barre di regolazione inceppate (Blayais, Francia).
Arresto del reattore dovuto a guasto nell’apparecchiatura di controllo (Pilgrim, USA).
Gennaio 1989: contaminati otto lavoratori (Savannah River, USA).
Marzo 1989: guasto tecnico (Pickering, Canada).
Aprile 1989: guasto alla barra di regolazione (Gravelines, Francia).
Maggio 1989: incendio al sistema di pompaggio (Bohunice, Slovacchia).
Incendio causa la combustione spontanea di plutonio (Rocky Flats, USA).
Giugno 1989: danni causati da combustibile esaurito (Kruemmel, Germania).
Incendio all’impianto elettrico delle pompe di raffreddamento (Bohunice, Slovacchia).
Luglio 1989: incidente durante il rifornimento del combustibile nucleare (Isar, Germania).
Agosto 1989: avaria nella strumentazione (Grand Gulf, USA).
Guasto tecnico (Ignalina, Lituania).
Settembre 1989: guasto alla barra di regolazione (Olkiluoto, Finlandia).
Ottobre 1989: (Tarragona, Spagna).
Guasto nel sistema di raffreddamento del nocciolo (Dresdan, USA).
Novembre 1989: (Greifswald, Germania).
Avaria nel sistema di controllo delle barre di combustibile (Oconee, USA).
Ottobre 1989: incendio danneggia il reattore (Tarragona, Spagna).
Novembre 1989: incendio nella turbina (Kozloduy, Bulgaria).
Guasto tecnico che quasi causa la fusione del nocciolo (Greifswald, Germania).
Gennaio 1990: guasti alle apparecchiature (Dresden, USA).
Guasto ad una pompa durante l’arresto della centrale (Gravelines, Francia).
Febbraio 1990: otto impiegati contaminati (Point Lepreau, Canada).
Aprile 1990: inondazione di un edificio dovuto all’aumento del livello del (Bohunice, Slovacchia).
Maggio 1990: durante il rifornimento di combustibile nucleare, cinque metri cubici di acqua radioattiva rovesciati (Fessenheim, Francia).
Agosto 1990: incendio dei cavi causa la perdita di controllo della posizione delle barre di regolazione (Chernobyl, Ucraina).
Settembre 1990: problemi al sistema di controllo e a quello di protezione del rifornimento del carburante (Bohunice, Slovacchia).
Guasto nel sistema di raffreddamento (Palisades, USA).
Reattore chiuso per guasti tecnici (Superphenix, Francia).
Novembre 1990: guasto in un’apparecchiatura di raffreddamento del nocciolo (Doel, Belgio).
Dicembre 1990: due operai irradiati durante il cambio delle barre di combustibile (Blayais, Francia).
Elementi del sistema di controllo scoperti danneggiati (Novovoronezh, Russia).
Fuga radioattiva (Leningrado, Russia).
Febbraio 1991: rilascio di radioattività (Fukui, Giappone).
Rottura di un tubo del generatore di vapore causa emissione di radioattività (Mihama, Giappone).
Marzo 1991: incidente durante il rifornimento di combustibile nucleare (Wuergassen, Germania).
Giugno 1991: guasto nel sistema di raffreddamento del nucleo (Belleville, Francia).
Riduzione di potenza (Pickering, Canada).
Luglio 1991: difetto nel sistema di raffreddamento (Wurgassen, Russia).
Fuga radioattiva (Bilibino, Russia).
Arresto del reattore dovuto a rottura nel sistema di controllo (Sendai, Giappone).
Perdita di vapore causa l’arresto del reattore (Paks, Ungheria).
Agosto 1991: ritardo nell’inserimento delle otto barre di controllo del sistema di arresto di emergenza (Millstone Point, USA).
Arresto automatico dovuto a problemi tecnici (Sendai, Giappone).
Settembre 1991: incidente e perdita di vapore durante il rifornimento di combustibile nucleare (Barsebeck, Svezia).
Perdita (Kozloduy, Bulgaria).
Ottobre 1991: guasto nel sistema d’arresto durante il cambio delle barre di combustibile (Novovoronezh, Russia).
Incidente durante il cambio delle barre di combustibile (Vogtle, USA).
Guasto tecnico (Yugno-Ukrainskaya, Ucraina).
Guasto tecnico (Zaporozhe, Ucraina).
Guasto tecnico che causa l’arresto automatico della centrale (Kalinin, Russia).
Novembre 1991: arresto del reattore dovuto a guasto tecnico (Balakovo, Russia).
Perdita di 190.000 litri di acqua dal sistema di raffreddamento e arresto del reattore (Oconee, USA).
Guasto del sistema di raffreddamento che causa l’arresto automatico del reattore (Kursk, Russia).
Disfunzione del sistema automatico d’arresto (Bilibino, Russia).
Guasto del sistema di controllo causa l’arresto del reattore (Kursk, Russia).
Dicembre 1991: guasto tecnico (Beloyarsk, Russia).
Guasto del sistema di controllo durante il cambio delle barre di combustibile che causa l’arresto del reattore (Smolensk, Russia).
Guasto del sistema di raffreddamento (Kola, Russia).
Guasto di un tubo del turbogeneratore causa l’arresto del reattore (Balakovo, Russia).
Errore umano causa un guasto nell’apparecchiatura di arresto automatico del reattore (Kola, Russia).
Guasto tecnico causa l’arresto automatico della centrale (Balakovo, Russia).
Guasto tecnico (Kalinin, Russia).
Guasto tecnico (Kola, Russia).
Fuga radioattiva (Kolskaya, Russia).
Arresto del reattore dovuto a guasto tecnico (Kalinin, Russia).
Gennaio 1992: quattro tonnellate di acqua pesante rovesciate (Rajasthan, India).
Perdita radioattiva e successivo arresto del reattore (Kola, Russia).
Guasto tecnico nel sistema d’arresto (Balakovo, Russia).
Una perdita causa un arresto della centrale (Darlington, Canada).
Febbraio 1992: guasto tecnico nel sistema di pompaggio (Zaporozhe, Ucraina).
Guasto alle pompe di raffreddamento (Kozloduy, Bulgaria).
Difetto nel software nel computer di controllo (Embalse, Argentina).
Marzo 1992: guasto tecnico (Novovoronezh, Russia).
Incendio (Kola, Russia).
Incidente con fuga radioattiva e arresto del reattore. Il giorno successivo si verifica un guasto tecnico (Leningrado, Russia).
Guasto nel sistema di arresto (Ignalina, Lituania).
Arresto automatico dovuto ad un guasto nel sistema di pompaggio (Kalinin, Russia).
Aprile 1992: guasto del sistema d’arresto automatico. Sempre nello stesso mese si verifica anche un’avaria nel sistema di raffreddamento (Novovoronezh, Russia).
Guasto tecnico durante il rifornimento di combustibile (Kola, Russia).
Maggio 1992: guasto tecnico (Ignalina, Lituania).
Guasto del sistema di emergenza (Smolensk, Russia).
Guasto tecnico del sistema di raffreddamento (Hatch, USA).
Perdita ad un tubo causa un rilascio di radioattività pari a 12 curie (Tarapur, India).
Arresto del reattore (Kola, Russia).
Giugno 1992: Avaria del sistema di controllo centralizzato (Smolensk, Russia).
Guasto tecnico (Sizewell, Regno Unito).
Guasto nel sistema di raffreddamento (Kola, Russia).
Perdita in una condotta. Qualche giorno dopo si verifica un guasto tecnico al sistema di controllo (Leningrado, Russia).
Luglio 1992: arresto del reattore dovuto a guasto nel sistema di raffreddamento (Novovoronezh, Russia).
Fuga radioaativa dovuta ad un guasto nel sistema di raffreddamento (Ignalina, Lituania).
Due lavoratori contaminati (Dampierre, Francia).
Aumento di temperatura nella piscina di raffreddamento (Gravelines, Francia).
Agosto 1992: guasto nel sistema d’arresto (Novovoronezh, Russia).
Incendio nell’elettro-generatore (St. Alban, Francia).
Settembre 1992: perdita di acqua radioattiva (Kola, Russia).
Novembre 1992: crepe in un’apparecchiatura del sistema di raffreddamento (Brunsbuttel, Germania).
Dicembre 1992: fuga di acqua radioattiva (Beloyarsk, Russia).
Gennaio 1993: rilascio di vapore radioattivo (Kozloduy, Bulgaria).
Rilascio di radioattività (Perry, USA).
Guasto tecnico (Paluel, Francia).
Febbraio 1993: problemi al sistema di raffreddamento per due ore (Kola, Russia).
Un versamento di 18.000 litri di acqua pesante nella pianta di energia nucleare di (Darlington, Canada).
Un’incidente provoca una fuga di vapore che uccide un operaio e ne ferisce altri due (Fukushima, Giappone).
Aprile 1993: un incendio nel complesso chimico colpisce un serbatoio d’uranio. Contaminati circa mille ettari di territorio siberiano – fortunatamente disabitato (Tomsk, Russia).
Maggio 1993: esplosione e incendio. Un operaio muore e un altro resta ferito (Zaporizha, Ucraina).
Arresto del reattore dovuto ad un guasto del sistema di raffreddamento (Kola, Russia).
Luglio 1993: guasto del sistema di controllo (Susquehanna, USA).
Malfunzionamenti durante il rifornimento di combustibile nucleare (Wylfa, Regno Unito).
Agosto 2003: incendio provoca l’evacuazione del personale. 32 persone contaminate (Dounreay, Regno Unito).
Settembre 1993: incendio (Balakovo, Russia).
Ottobre 1993: Guasto nella strumentazione di controllo (San Alban, Francia).
Marzo 1994: guasto nell’impianto di raffreddamento (Kola, Russia).
Aprile 1994: esplosione in un impianto di riprocessamento di combustibile nucleare causa il rilascio di una nube radioattiva (Tomsk, Russia).
Giugno 1994: incendio (Beloyarsk, Russia).
Dicembre 1995: incendio dovuto a perdita di refrigerante (sodio) causa l’arresto del reattore (Monju, Giappone).
Gennaio 1996: fuga radioattiva dovuta ad un errore umano e guasto tecnico (Dimitrovgrad, Russia).
Febbraio 1996: si rompe valvola di sicurezza. Fuoriesce nube radioattiva (Dimitrovgrad, Russia).
Marzo 1997: esplosione e incendio con fuga di plutonio. Contaminate 37 persone (Tokaimura, Giappone).
Giugno 1999: reazione a catena incontrollata di 15 minuti (Shika, Giappone).
Settembre 1999: un errore causa una reazione a catena incontrollata. Due lavoratori muoiono e più di cento vengono contaminati (Tokaimura, Giappone).
Febbraio 2000: fuoriuscita di vapore radioattivo – il sito si trova a 70 km da New York. La centrale viene chiusa e decretato lo stato di allerta (Indian point, USA).
2001: esplosione (Brunsbuettel, Germania).
Febbraio 2002: incendio. Due lavoratori contaminati (Onagawa, Giappone).
Aprile 2003: barre di combustibile danneggiate rovesciano del combustibile nucleare esausto in un serbatoio di acqua pesante (Paks, Ungheria).
Agosto 2004: esplosione provoca onda di vapore. Quattro vittime e sette feriti gravi (Mihama, Giappone).
2005: più di 30 incidenti, alcuni dei quali potrebbero aver causa fughe di radioattività (Torness, Regno Unito).
Aprile 2005: fuoriuscita di 83.000 litri di liquido radioattivo (Sellafield, Regno Unito).
Novembre 2005: contaminazione da trizio (Exelon, USA).
Incendio di un trasformatore di alta tensione nella centrale (Angra dos Reis, Brasile).
Dicembre 2005: esplosione in altoforno che lavora rifiuti e materiali di scarto prodotti dalla centrale – si trova appena fuori dal suo perimetro (San Pietroburgo, Russia).
Marzo 2006: fuoriescono 35 litri di una soluzione di uranio arricchito il rischio di generare una reazione a catena incontrollata (Brainwood, USA).
Incendio. Due persone sono state ricoverate in ospedale per aver inalato del fumo (Fukui, Giappone).
Luglio 2006: cortocircuito alla rete di alimentazione nazionale in uno dei reattori dell’impianto. In questa situazione, quattro generatori diesel sono preposti ad alimentare il reattore per arrivare al suo arresto in condizioni di sicurezza, ma il cortocircuito ha causato anche il mancato funzionamento di due dei quattro generatori di riserva. I restanti due generatori sono stati sufficienti per evitare un incidente più serio - secondo gli esperti, un reattore del tipo di quelli di Forsmark senza alimentazione rischia la fusione del nocciolo in 90 minuti - ma alcuni analisti sostengono che si sia trattato di pura fortuna (Forsmark, Svezia).
Novembre 2006: spento reattore a causa di un incendio (Ringhals, Svezia).
Febbraio 2007: un malfunzionamento causa l’arresto del reattore (Yeongggwang, Corea del Sud ).
Giugno 2007: incendio a un trasformatore. Anche il reattore nucleare é stato danneggiato (Krümmel, Germania).
Luglio, 2007: spento reattore per affrontare i problemi sorti durante i suoi 11 mesi di attività (Lucas Heights, Australia).
Fuga di acqua radioattiva dal reattore numero 6 (Kashiwaki-Kariwa, Giappone).
lunedì 19 maggio 2008
Tecnologia Nucleare : INUTILE!
Riguardo all'incompetenza dell'industria nucleare, Greenpeace ha rivelato lo scorso 5 aprile che un incidente alla centrale Asco-I in Spagna ha provocato la contaminazione radioattiva della popolazione che vive nell'area attorno alla centrale. Il gestore dell'impianto Iberdrola-Endesa – quest'ultima controllata da Enel al 67% - ha nascosto per quattro mesi l'accaduto.
Dopo che Greenpeace ha pubblicato i dettagli dell'incidente, l'agenzia di sicurezza nucleare spagnola ha ammesso che l'entità era superiore di cento volte a quanto dichiarato inizialmente, e che particelle radioattive si sono diffuse a chilometri dalla centrale. Greenpeace ha chiesto alla Commissione Europea di effettuare una verifica urgente sull'incidente.
In Francia, dopo solo tre mesi dall'inizio della costruzione a Flamaville dell'EPR - il reattore pressurizzato europeo simbolo del cosiddetto "rinascimento nucleare" - l'agenzia francese ASN ha scoperto una serie di problemi seri per quello che – secondo il costruttore Areva – dovrebbe essere il progetto nucleare più economico, sicuro e affidabile. La base di cemento è stata colata in modo non corretto, la lastra di cemento su cui dovrebbe poggiare il reattore presenta fratture, le barre in acciaio di rinforzo sono state posate in modo sbagliato, il contenitore di metallo è stato saldato da una società priva delle certificazioni richieste, e un quarto delle saldature sono inadeguate. Inoltre, i controlli di qualità sono inefficaci o inesistenti e il costruttore ha fallito nel riparare agli errori già segnalati e a migliorare le procedure.
Il rinascimento nucleare di oggi prepara le nuove Cernobyl del futuro
L'industria nucleare rimane impantanata in incidenti, bugie, insabbiamenti e incompetenza. Il nucleare rimane un esperimento fallito del Ventesimo secolo che non potrà in alcun modo soddisfare il fabbisogno futuro di energia o aiutare a contenere i cambiamenti climatici.
I governi che scelgono il nucleare non aumenteranno la propria indipendenza energetica, ma dipenderanno anzi dai pochi Paesi che hanno la tecnologia e il combustibile. Secondo Greenpeace solo con una "Rivoluzione Energetica" basata su efficienza e fonti rinnovabili riusciremo a tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 50 per cento entro il 2050. Taglio necessario per evitare le conseguenze più catastrofiche dei cambiamenti climatici.