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lunedì 14 settembre 2009

Energie Rinnovabili: 8 milioni di posti di lavoro

GREENPEACE: 8 MILIONI DI POSTI DI LAVORO DALL’ENERGIA VERDE. EPIFANI (CGIL): OCCORRE UN’AZIONE TEMPESTIVA

Roma, 14 settembre 2009 – I posti di lavoro verdi nel settore dell’energia possono diventare 8 milioni a livello globale entro il 2030. Basta puntare su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. È quanto rivela il nuovo rapporto di Greenpeace “Working for the Climate: Green Job [R]evolution”, realizzato in collaborazione con il Consiglio europeo per l’energia rinnovabile (EREC). I risultati del rapporto sono stati valutati positivamente dall’International Trade Union Confederation e, in Italia, da Guglielmo Epifani, Segretario Generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL).

SALVARE IL CLIMA CREANDO LAVORO

Oggi in Europa ci sono già 450 mila lavoratori nel settore delle energie rinnovabili, che ha un fatturato di oltre 40 miliardi di euro. Ma si tratta solo dell’inizio. Il rapporto Greenpeace/EREC, infatti, presenta un modello di sviluppo che mira a tagliare le emissioni nel settore energetico, raggiungendo maggiore occupazione rispetto a quella garantita dall’attuale dipendenza dal carbone, e senza ricorrere allo sviluppo del nucleare. Si dimostra così che, scegliendo la Rivoluzione Energetica, l’industria delle rinnovabili potrà raggiungere 6,9 milioni di posti di lavoro entro il 2030, mentre 1,1 milioni di posti di lavoro potranno essere creati grazie all’efficienza energetica.

Più lavoratori e meno emissioni: è questo l’uovo di Colombo presentato dal rapporto “Working for the Climate”. Passando da carbone e combustibili fossili a fonti rinnovabili, infatti, la Rivoluzione Energetica eviterebbe 10 miliardi di tonnellate di emissioni di CO2, mitigando così i cambiamenti climatici. Inoltre, porterebbe alla creazione di 2,7 milioni di posti di lavoro in più rispetto allo scenario di riferimento dell’International Energy Agency, che – al contrario – prevede una perdita netta di mezzo milione di occupati da qui al 2030 per le innovazioni in campo minerario.

GREENPEACE E CGIL: UN’OPPORTUNITÀ DA NON PERDERE

“I capi di governo hanno l’opportunità e il dovere di affrontare la crisi climatica insieme a quella economica, investendo nelle rinnovabili e in efficienza energetica”, ha dichiarato Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. “Per ogni attuale posto di lavoro nel settore del carbone la Rivoluzione Energetica creerebbe tre posti di lavoro nel settore delle rinnovabili. Abbiamo quindi davanti a noi una scelta: puntare sui lavori verdi e crescita occupazionale oppure su disoccupazione e collasso sociale e ambientale”.

Sui risultati del rapporto Guglielmo Epifani, Segretario Generale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), dichiara che “le risposte vere alla crisi stanno nelle scelte durature e sostenibili per l’uomo, le donne e l’ambiente. Per questo è necessario investire risorse nella trasformazione equa e sostenibile dei modelli di produzione e di consumo, a partire dall’energia, per mantenere e incrementare l’occupazione”.

“Il sindacato, come gli autori di questo rapporto, ritiene che un’azione tempestiva e lungimirante dei Leader del mondo per contrastare il cambiamento climatico deve e può essere un potente volano per una crescita economica equa e sostenibile e di progresso sociale”, conclude Epifani.

L’OCCUPAZIONE IN ITALIA

Secondo il rapporto di Greenpeace, puntare su rinnovabili e efficienza in Italia significherebbe raggiungere oltre 100 mila occupati nel solo settore dell’energia elettrica al 2030, l’82 per cento in più rispetto ai 56 mila dello scenario di riferimento. Il 73 per cento dei lavoratori del settore sarebbe occupato nelle rinnovabili mentre per il 22 per cento si tratterebbe di nuovi posti di lavoro creati grazie agli investimenti in efficienza energetica. A questi numeri andrebbero aggiunti i lavoratori dell’indotto, valutabili nello stesso ordine di grandezza.

IL RAPPORTO: “Working for the Climate: Renewable Energy & The Green Job [R]evolution” si basa sugli scenari elaborati nel rapporto Energy [R]evolution di Greenpeace (elaborati dall’Istituto DLR tedesco), e sulle ricerche dell’ Institute for Sustainable Futures (ISF) at the University of Technology Sydney.


Per scaricare il rapporto “Working for the Climate”:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/green-jobs

Sintesi in italiano:
http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/sintesi-green-jobs

venerdì 6 febbraio 2009

Oltre 1milione e mezzo di posti di lavoro: dove?

Leggetevi l'articolo....
repubblica.it

Sappiate che il nostro governo vuole investire sul nucleare... tencologia costa, ci vogliono 10 anni per costruire una centrale, e pericolosa, visto che un sito di stoccaggio delle scorie sicuro, per migliaia di anni, non esiste da nessuna parte del mondo! Ah.. non scordiamoci che dopo 10 anni la centrale va smontata e i pezzi messi in sicurezza... nei centri di stoccaggio.

Leggetevi questo articolo per farvi un'idea
http://www.ecoblog.it

Ma visto che è cosi costosa, perchè si investe nel nucelare? Semplice! Perchè ci sono le sovvenzioni statali a sostegno del nucleare. In Francia se non fosse per lo stato il nucleare non riuscirebbe a sopravvivere da solo e avrebbe chiuso da tempo...

Qualcuno potrebbe rispondere... e si...! Ma con il nucleare di 4a generazione risolviamo il costo e le scorie!
Sbagliato! Il nucleare di 4a generazione non eiste.. è ancora sperimentale. Nessuno potrà usare questa tecnologia se non fra almeno 30 anni. E non si risolve il problema delle scorie High-grade, cioè altamente radioattive ( durano 1000 anni! )... inoltre da questo articolo si capisce quanto costoso sono in realtà le nuove centrali nucleari:
http://www.greenpeace.org/

venerdì 1 agosto 2008

Altro incidente a Tricastin, Francia : Questi francesi bevono troppo spumante?



Oltre 100 impiegati allontanati dall'impianto. Su due "tracce lievi di contaminazione"
In poche settimane già due incidenti nella centrale del sud della Francia
Nucleare, nuovo allarme a Tricastin
L'azienda: "Non è successo nulla"
Edf smentisce: "Emergenza scattata accidentalmente
non c'è stata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo"

La centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia
PARIGI - Torna la paura in Francia per un nuovo allarme alla centrale nucleare di Tricastin, a 40 chilometri da Avignone, nel sud della Francia. Centoventi impiegati sono stati fatti allontanare dall'impianto dopo che è scattato l'allarme nella struttura.

La Edf, l'azienda che gestisce la centrale nucleare ha subito detto che l'allarme è scattato per errore e che non c'è stata alcuna perdita di materiale contaminante. L'agenzia di controllo del nucleare francese, l'ASN, però, ha avviato un'indagine e aspetta le conclusioni prima di pronunciarsi.

Delle persone sgomberate alcune sono state condotte in infermeria e test preliminari su 45 di loro hanno rivelato in due casi tracce "molto lievi di contaminazione": "Siamo al di sotto della soglia", ha rassicurato Jean Girardi, un ingegnere della centrale che ha parlato con la televisione privata francese lci.

Dopo gli incidenti delle ultime settimane, Tricastin fa paura: quello di oggi è il terzo episodio che vede coinvolto il sito nucleare, oltre ad un altro incidente verificatosi nello scorso mese nella zona: il 23 luglio cento dipendenti sono stati "leggermente contaminati" con radioelementi fuorusciti da un condotto dal reattore numero 4. Il 7 luglio scorso per errore sono stati riversati 74 chili di uranio in due fiumi.

lunedì 19 maggio 2008

Tecnologia Nucleare : INUTILE!

www.greenpeace.it


Riguardo all'incompetenza dell'industria nucleare, Greenpeace ha rivelato lo scorso 5 aprile che un incidente alla centrale Asco-I in Spagna ha provocato la contaminazione radioattiva della popolazione che vive nell'area attorno alla centrale. Il gestore dell'impianto Iberdrola-Endesa – quest'ultima controllata da Enel al 67% - ha nascosto per quattro mesi l'accaduto.



Dopo che Greenpeace ha pubblicato i dettagli dell'incidente, l'agenzia di sicurezza nucleare spagnola ha ammesso che l'entità era superiore di cento volte a quanto dichiarato inizialmente, e che particelle radioattive si sono diffuse a chilometri dalla centrale. Greenpeace ha chiesto alla Commissione Europea di effettuare una verifica urgente sull'incidente.



In Francia, dopo solo tre mesi dall'inizio della costruzione a Flamaville dell'EPR - il reattore pressurizzato europeo simbolo del cosiddetto "rinascimento nucleare" - l'agenzia francese ASN ha scoperto una serie di problemi seri per quello che – secondo il costruttore Areva – dovrebbe essere il progetto nucleare più economico, sicuro e affidabile. La base di cemento è stata colata in modo non corretto, la lastra di cemento su cui dovrebbe poggiare il reattore presenta fratture, le barre in acciaio di rinforzo sono state posate in modo sbagliato, il contenitore di metallo è stato saldato da una società priva delle certificazioni richieste, e un quarto delle saldature sono inadeguate. Inoltre, i controlli di qualità sono inefficaci o inesistenti e il costruttore ha fallito nel riparare agli errori già segnalati e a migliorare le procedure.



Il rinascimento nucleare di oggi prepara le nuove Cernobyl del futuro




L'industria nucleare rimane impantanata in incidenti, bugie, insabbiamenti e incompetenza. Il nucleare rimane un esperimento fallito del Ventesimo secolo che non potrà in alcun modo soddisfare il fabbisogno futuro di energia o aiutare a contenere i cambiamenti climatici.



I governi che scelgono il nucleare non aumenteranno la propria indipendenza energetica, ma dipenderanno anzi dai pochi Paesi che hanno la tecnologia e il combustibile. Secondo Greenpeace solo con una "Rivoluzione Energetica" basata su efficienza e fonti rinnovabili riusciremo a tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 50 per cento entro il 2050. Taglio necessario per evitare le conseguenze più catastrofiche dei cambiamenti climatici.