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lunedì 15 dicembre 2008

Il monopolio dei rifiuti a Roma




Le solite cose tutte italiane...rifiuti in mano a 1 SOLO! ( azienda privata ) Questo viene condannato 1 anno e 4 mesi di carcere per aver smaltito rifiuti pericolosi in discarica senza pre-trattare il rifiuto... e nel frattempo Roma continua a dare i suoi rifiuti a questo condannato!

Le Misure degli inquinanti, come al solito, sono insufficienti... i Romani sono costretti a farsi le misure di inquinamento da soli perchè il comune non le fa! L'eccessivo passaggio dei mezzi pesanti che trasportano la spazzatura fa crescere le nanoparticelle 14 volte superiori ai limiti di legge. Le nanoparticelle sono note perché causano cancro e numerose malattie respiratorie croniche e sensibili disturbi di crescita ai bambini...

link al video

martedì 2 dicembre 2008

Piatti di plastica BIO

Visitate il sito http://www.quibio.it/

All'interno del sito si parla della BIOPLASTICA.
La bioplastica è un tipo di plastica biodegradabile in quanto derivante da materie prime vegetali rinnovabili annualmente...Oltre ad essere organiche col vantaggio della biodegradabiità hanno il pregio di non rendere sterile il terreno sul quale vengono depositate...
La Bioplastica, dopo l’ uso, consente di ricavare concime fertilizzante dai prodotti realizzati come biopiatti, biobicchieri, bioposate e di impiegarlo per l'agricoltura.
Parole prese da WIKIPEDIA

La plastica infatti ha un periodo di decomposizione dell'ordine di 1000 anni. La bioplastica 1 mese... e diventa compost!

Cioè in parole povere, piatti, bicchieri... o che so guanti e persino pannolini o quanto potete immaginare in fatto di contenitori... sono BIODEGRADABILI!

toH! Anche report la dice lunga... link su report

Allora esiste un mondo possibile!

lunedì 1 dicembre 2008

Report parla dei GAS e del Biologico : COSTA MENO!



Cosa sono i GAS?
I GAS sono i gruppi di acquisto solidale. Non sono altro che contadini che rispettando l'ambiente, coltivando quindi BIOLOGICO, contattano direttamente il consumatore e saltano l'intera filiera di trasporto.

Vorrei porre l'attenzione sul BIOLOGICO :
<< Ma è caro! >>
Si... per un motivo che sinceramente non mi è chiaro.
Qualcuno dice che sia un problema di richiesta di mercato. Ma parliamo di ETICA:
Un consumo eticamente più responsabile, l'uso corretto delle risorse, rispettando il ciclo naturale del terreno, cioè il BIOLOGICO, evita l'uso totale di pesticidi, o di piante Geneticamente Modificate... evitando la desertificazione dei terreni, e l'abbandono delle campagne successivamente...
A Report, si parla di molti negozi BIO, all'esterno di un negozio era esposto un grosso cartello giallo e il prezzo dato dal ministero via sms sulla frutta e verdura, e il prezzo del Bio. NETTAMENTE INFERIORE!

Alcuni contadini vendono persino una cassa di 10Kg tra verdura e frutta rigorosamente di stagione e BIO 10 Kg, a 10 €... 1 € al Kg...

Le Piante geneticamente modificate: su Report molti contadini fanno uso delle piante vendute dalle case farmaceutiche, come per esempio quelle della Monsanto. Queste ditte: dichiarano che la loro pianta resisterà, con i loro trattamenti chimici al terreno, a malattie... PROFONDAMENTE FALSO. Report con dati alla mano, e Greenpeace non è da meno, sfatano il mito della pianta IMMORTALE se trattata con la chimica. Molte piante si ammalano ugualmente anzi pare che alcune malattie delle piante diventino quasi inarrestabili... questo perchè non rispettando il principio della rotazione dei terreni, si aumenta la probabilità di attacco da parte di parassiti.

La morte delle api è dovuta all'uso di PESTICIDI! Centinaia di migliaia di Alveari sono spariti grazie alla chimica... Blocco neurologico provocato da Neurotossine... ( blocco del cuore, blocco della respirazione, perdita orientamento )

Einstein diceva che se morissero tutte le api del pianeta, all'uomo rimarrebbero 4 anni di Vita... come dice la Galbanelli, la conduttrice di Report, NON E' BELLO!

Per quanto ne dicano le case farmaceutiche, che dichiarano che non c'è diretta conseguenza del trattamento chimico: dico BUGIARDI! Basta vedere la testimonianza degli apicoltori, sempre sulla puntata di Report, e scoprire quanto danno stia facendo tutta la schifezza che producono le case farmaceutiche.

Alcune scuole materne di Roma, hanno optato persino per il biologico...
Persino alcuni ospedali adesso hanno la mensa solo BIO... questo perchè una persona che mangia bio guarisce più in fretta!

...e io vi dico verdura con pesticidi annessi? SI! Persino a Catania, in una uva e anche in altri prodotti, si sono trovati ben 7 pesticidi...

Inoltre alcune ricerche, fatte da alcune università o da studi indipendenti, mostrano come nella pipi dei bambini ci siano alcune volte ben 7 tipi diversi di pesticidi.

Qualcuno Potrebbe obiettare dicendo: << sono pesticidi le cui quantità sono a NORMA di legge! >>
E qui dico: le ricerche fatte per vedere i risultati sulla salute dell'uomo sono per quantità di pesticida che si riferiscono a un uomo adulto di oltre 70 Kg di peso, e non su bambini o anziani. Inoltre i test sono effettuati su un singolo pesticida, e non sul Coctail di pesticidi... quindi l'uso della mescolanza di più pesticidi non è mai stato TESTATO!
MA CHE MERAVIGLIAAAAAAA....

Uno studio indipendente mostra la strettissima correlazione tra pesticidi e tumori alla mamella, calcinoma e tanta altra bella roba... un pesticida preso ad esempio è il MANCOZEB.

Qui la puntata di report che dettagliatamente spiega tutto: PUNTATA REPORT

Colgo l'occasione per ringraziare Report, per l'ottimo lavoro svolto.

Qui il link sui GAS A Catania:
link

mercoledì 29 ottobre 2008

Passeggiata al carico radiattivo



Ricordate quando vi parlavo delle scorie radioattive italiane? Quelle che stavano sul bordo di un fiume che stralipava? Ho saputo che da

questo messaggio che e' girato sulla mailing list no tav, una lista pubblica.... in giorni in cui si parla continuamente di tornare al nucleare in italia, le scorie della centrale di Trino Vercellese, stoccate in condizione di assoluta insicurezza a Saluggia (a pochi metri da un fiume, la Dora, che ha la simpatica abitudine di esonadare un anno si' e un anno anche), continuano a andare a spasso per l' Europa, non per venire "bonificate", come cerca sempre di dire il politico di turno, ma solo per moltiplicare il loro carico di veleni, per poi tornare in italia tra qualche anno nelle stesse condizioni di pericolosita' in cui erano partite (ma dopo aver lasciato una scia di morte e contaminazione dietro di se').

Questo viaggio, da Torino alla Val Susa e da qui alla Francia o all' Inghilterra di Sellafield, avviene sulle normali linee ferroviare, momentaneamente bloccate per alcune ore (ma non sempre!), linee in pessime condizioni di manutenzione e percio' soggette a continui incidenti (l' ultimo incidente MORTALE, qui in Val Susa, proprio pochi giorni fa).

Questa volta, almeno, si sono degnati di avvertire i comuni attraversati. Avvertimento fine a se stesso, visto che non esistono piani di evacuazione o di gestione della crisi in caso di incidente.

venerdì 29 agosto 2008

La verità sugli inceneritori


Riporto per intero un articolo da Pacelink:
Leggetelo



La verità sui termovalorizzatori, ecco le conseguenze ambientali
Come dovrebbero funzionare e le conseguenze ambientali. Perchè in Italia sono un affare Termovalorizzatori? Nel mondo ormai non ne costruiscono più.
23 maggio 2008 - Sabina Morandi
Fonte: Liberazione

Inceneritore Per prima cosa una precisazione: la costruzione degli inceneritori a recupero energetico - i cosiddetti termovalorizzatori - non ha niente a che fare con la crisi della spazzatura. Soluzione all'emergenza? Ma se ci vogliono almeno due o tre anni per ultimare un impianto anche nei paesi normali... Se poi a questo aggiungiamo le stranezze italiche - vedi l'esempio di Acerra - ecco che i tempi diventano biblici e le illegalità aumentano a dismisura. Il governo si è dato mano libera in tutto, anche nella possibilità di agire in deroga, ovvero di violare le misure volte a garantire la sicurezza sanitaria dei cittadini.

In realtà la pratica dell'incenerimento dei rifiuti non è molto meglio della discarica, come dimostrano una gran quantità di studi condotti da medici e ricercatori. Si tratta infatti di smaltire i rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri. Nei nuovi impianti il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti può venire recuperato e utilizzato per produrre vapore, che viene a sua volta utilizzato per la produzione di energia elettrica. Questi impianti dotati di tecnologie per il recupero sono i cosiddetti termovalorizzatori.

Per quanto la tecnologia sia più evoluta, anche i termovalorizzatori inquinano. Secondo il rapporto stilato dall'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia), fra tutte le tecnologie di trattamento rifiuti l'incenerimento è la meno rispettosa per l'ambiente e per la salute perché la combustione trasforma anche rifiuti relativamente innocui, come appunto gli imballaggi, in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, nanopolveri, ceneri volatili e ceneri residue. Senza menzionare il caso di Acerra, dove verranno bruciate ecoballe dichiarate inadatte alla combustione dagli organi competenti perché è stata fatta una grande insalata.

Prima di procedere all'incenerimento i rifiuti devono essere trattati tramite processi volti a eliminare i materiali non combustibili (vetro, metalli, inerti) e la frazione umida (la materia organica come gli scarti alimentari, agricoli, ecc...), per trasformarli in CDR (ovvero combustibile derivato dai rifiuti) o ecoballe. Il problema è che dei 9 impianti di CDR presenti in Campania, ben 7 hanno prodotto un materiale che non rispetta i requisiti minimi di legge per quanto riguarda il potere calorifico e l'umidità. E così, non potendo essere avviati all'incenerimento, ne sono stati accumulati circa 6 milioni di tonnellate sotto forma di ecoballe. Sarà questa mistura velenosa che verrà bruciata ad Acerra o altrove.

Dall'incenerimento - con recupero energetico o meno - vengono fuori diossina, furani e altre schifezze. Uno studio condotto nel 2004 dall'Istituto Superiore di Sanità ha infatti evidenziato che nei pressi degli inceneritori l'incidenza dei tumori e delle malformazioni alla nascita è notevolmente più alta che nel resto della popolazione - ed ad Acerra è ancora peggio, perché la zona già è inquinata dalle discariche. Non è un caso infatti che la normativa europea sui rifiuti prescriva quattro gradini di intervento con una gerarchia precisa e un rigido principio guida: il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto.

Al primo livello c'è infatti la riduzione della produzione dei rifiuti, che implica l'intervento sulle scelte produttive delle aziende, che poi sono quelle che impongono le scelte di consumo. E' l'annosa questione degli imballaggi, che costituiscono il 40% della massa dei rifiuti urbani, sui quali il nostro paese è tragicamente indietro. Il secondo livello previsto dalla normativa europea stabilisce che i rifiuti che "non si possono non produrre" vadano riciclati come materia attraverso appunto la raccolta differenziata. Al terzo gradino, sempre secondo Bruxelles, ciò che non può essere riutilizzato come materia è destinato al recupero di energia nei cosiddetti termovalorizzatori mentre quello che resta - a questo punto molto poco - può finire in discarica.

Si dirà che almeno i termovalorizzatori non dissipano l'energia ricavata dalla combustione. Inquinano, è vero, ma possono produrre energia in grado di competere con quella derivata dai combustibili fossili, vista l'impennata del prezzo del petrolio. Niente di più falso. Anche se a prima vista sembrerebbe un buon affare, perché si produce energia senza pagare il combustibile (i rifiuti), nessuno si butterebbe nel business dei termovalorizzatori se non ci fossero gli incentivi statali. Anzi, per essere precisi, se non fossero riusciti a mettere le mani sugli incentivi destinati alle energie rinnovabili e che sono invece finiti nelle tasche degli inquinatori di sempre o dei nuovi imprenditori della spazzatura.

La scandalosa vicenda dei Cip 6 e delle cosiddette rinnovabili "assimilate" è vecchia di 15 anni, anni che sono stati necessari per capire l'entità di una vera e propria truffa che, oltre a sottrarre risorse alle vere energie rinnovabili come il solare, l'eolico e via dicendo, espone oggi il nostro paese alle sanzioni che Bruxelles prevede per chi non rispetta gli impegni presi: 30 miliardi di euro che potevano essere meglio spesi. Il problema è che, visto lo scarso potere calorifero dei rifiuti, senza "aiutini" statali la costruzione dei termovalorizzatori sarebbe decisamente anti-economica - e da questo si capisce anche perché paesi in passato propensi ad incenerire i rifiuti, come Stati Uniti e Giappone, stanno smantellando quelli vecchi e da tempo non ne costruiscono più di nuovi.

Insomma, i termovalorizzatori c'entrano poco o niente con il problema della munnezza così come la munnezza c'entra poco o niente con la raccolta differenziata. Numeri alla mano, le discariche che ci sono basterebbero a smaltire i rifiuti giornalieri di Napoli anche senza differenziata (naturalmente non di qui all'eternità) se non fossero già piene dei residui industriali provenienti da mezza Italia - come ha scoperto De Gennaro e come potrebbe scoprire anche Bertolaso, se non si accontentasse dei dati truccati presentati da ispettori sanitari compiacenti. Costruire termovalorizzatori significa soltanto regalare altri soldi ai soliti noti per continuare ad avvelenare il popolo inquinato, mentre la civile Europa si allontana sempre di più.

sabato 31 maggio 2008

Nucleare



Incidenti nelle centrali nucleari

Dicembre 1952: semidistruzione del nocciolo del reattore (Chalk River, Canada).
Novembre 1955: fusione parziale del nocciolo (Arco, USA).

Settembre 1957: esplosione di un bidone di rifiuti radioattivi che contamina migliaia di Km2 di terreno e circa 270.000 persone (Celjabinsk, Russia).

15 chili di plutonio prendono fuoco (Rocky Flats, USA).

Ottobre 1957: incendio del reattore e fuga radioattiva (Windscale, Regno Unito).

1958: incidente provoca la contaminazione di 12 persone (Oak Ridge, USA).

Maggio 1958: incendio del reattore e fuga radioattiva (Chalk River, Canada).

Luglio 1959: fusione parziale del nocciolo (Los Angeles, USA).

Gennaio 1960: errore tecnico che fa quasi perdere il controllo del reattore (Savannah River, USA).

Aprile 1960: fusione di elementi del combustibile nucleare causa l’emissione di radioattività (Waltz Mills, USA).

Gennaio 1961: esplosione, tre persone uccise. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L’impianto è stato definitivamente chiuso (Arco, USA).

1964: guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore (Garigliano, Italia).

Incidente che provoca un morto (Wood River, USA).

Luglio 1964: incidente critico con una soluzione di uranio, Un morto (Rhodes Island, USA).

Gennaio 1965: 6,5 kg di fanghi radioattivi rilasciati (Savannah River, USA).

Maggio 1965: rilascio di otto metri cubi di acqua di raffreddamento (Savannah River, USA).

Maggio 1966: incidente (Melekesse, URSS).

Ottobre 1966: fusione parziale del nocciolo (Detroit, Michigan).

Surriscaldamento e mancato arresto automatico perché il relativo dispositivo non funziona. Il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970, e nel 1972 viene fermato definitivamente (Lagoona Beach, Usa).

1967: rilascio nelle acque del Po di Trizio radioattivo (Trino Vercellese, Italia).

Maggio 1967: parziale fusione del nocciolo, il reattore viene chiuso per 2 anni (Chapelcross, Regno Unito).

Novembre 1967: fuga radioattiva nell’acqua di raffreddamento e liberazione di gas radioattivi nell’aria (Grenoble, Francia).

1968: incidente provoca l’arresto per tre mesi del reattore (Monts Arreé, Francia).

Gennaio 1968: incidente blocca il reattore per 2 anni e 2 mesi (Chooz, Belgio).

Agosto 1968: blocco della centrale. La riparazione dura 3 anni (Brenillis, Spagna).

Ottobre 1968: perdita (La Hague, Francia).

1969: sette arresti alla centrale per guasti (Garigliano, Italia).

Fessurazioni molteplici delle turbine provocano la chiusura del reattore per 3 anni (Gundremmingen, Germania).

Gennaio 1969: dopo 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale viene murata definitivamente (Lucens, Svizzera).

Febbraio 1969: arresto alla centrale per mancanza di alimentazione alla strumentazione (Latina, Italia).

Marzo 1969: altro grosso guasto (Latina, Italia).

Maggio 1969: un malfunzionamento di una valvola causa la fuga di circa 500 litri di acqua pesante (Stoccolma, Svezia).

Incendio provoca fuga radioattiva (Rocky Flats, USA).

Ottobre 1969: incendio di elementi combustibili nucleari (St. Laurent des Eaux, Francia).

1970: incidente (Chooz, Belgio).

L’impianto perde 200.000 litri di acqua contaminata (Chicago, Usa).

1971: rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva (Den Haag, Olanda).

1972: fuoriescono dieci metri cubi di liquidi radioattivi (Saclay, Francia).

Due lavoratori muoiono per l’esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza nell’impianto (Surry, USA).

Marzo 1972: fuoriuscita acqua radioattiva (Indian Point, USA).

1973: 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono nella campagna (Den Haag, Olanda).

Aprile 1973: fuoriuscita di migliaia di metri cubi di scorie radioattive (Hanford, USA).

Settembre 1973: fuga di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati (Sellafield, Regno Unito).

Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente (La Hague, Francia).

Novembre 1973: diciassettesima fuga di liquidi radioattivi (Hanford, Usa).

1974: fuga di gas da un condotto che genera una nube radioattiva (Savannah Mirex, USA).

Gennaio 1974: incidente (Leningrado, Russia).

Febbraio 1974: esplosione e fuga radioattiva. Tre persone morte (Leningrado, Russia).

Maggio 1974: perdita (Hanford, USA).

Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro (Casaccia, Italia).

Agosto 1974: incidente (Beznau, Svizzera).

Settembre 1974: rilascio di acqua radioattiva (Los Alamos, USA).

Gennaio 1975: emissione di radioattività (Mihama, Giappone).

Marzo 1975: incendio (Browns Ferry, USA).

Ottobre 1975: fine della catena d’incidenti iniziata nel gennaio 1974 (Leningrado, Russia).

Novembre 1975: fuga radioattiva pari a 1,5 milioni di Curie (Leningrado, Russia).

Gennaio 1976: due operai uccisi da un incidente (Bohunice, Slovacchia).

Febbraio 1976: incidente (Bohunice, Slovacchia).

Febbraio 1977: (Jaslovské, Cecoslovacchia).

Marzo 1977: terremoto (Kozloduy, Bulgaria).

Ottobre 1977: Infiltrazioni di acqua di mare nel circuito di raffreddamento (Hunterston, Regno Unito).

Gennaio 1978: liberato elio radioattivo (Colorado, USA).

Giugno 1978: rilascio di due tonnellate di vapore radioattivo (Brunsbuettel, Germania).

Dicembre 1978: incendio e perdita di controllo del reattore, 8 lavoratori irradiati (Beloyarsk, Russia).

Marzo 1979: parziale fusione del nocciolo (Three Mile Island, USA).

Aprile 1979: due operai contaminati (Tokaimura, Giappone).

Incendio (Baersbeck, Svezia).

Maggio 1979: difetto tecnico innesca arresto di emergenza (Oyster Creek, USA).

Agosto 1979: fuga radioattiva, oltre mille persone contaminate (Erwin, USA).

Settembre 1980: guasto in una pompa causa rilascio accidentale di acqua radioattiva (La Hague, Francia).

Gennaio 1981: incidente (La Hague, Francia).

Marzo 1981: più di 100 lavoratori vengono esposti a dosi superiori ai 155 millirem durante riparazioni della centrale (Tsuruga, Giappone).

Luglio 1981: incendio (North Anna, USA).

Ottobre 1981: rilascio di 300 volte il livello normale di Iodio-131 (Sellafield, Regno Unito).

Gennaio 1982: (Rochester, USA).

Rotture al generatore di vapore (Ginna, USA).

Febbraio 1982: rilascio di 100 metri cubici di acqua radioattiva (Salem, USA).

Febbraio 1983: guasto al sistema di arresto automatico (Salem, USA).

Aprile 1983: incidente (Turkey Point, USA).

Arresto del reattore dovuto a guasto delle barre di combustibile (Kursk, Russia).

Giugno 1983: perdita totale del liquido refrigerante (Embalse, Argentina).

Luglio 1983: guasto tecnico causa rilascio di Iodio-131 (Phillipsburg, Germania).

Agosto 1983: un ingegnere riceve una dose fatale di radiazioni in un reattore di ricerca (Argentina).

Settembre 1983: un errore di un operatore causa una fuga radioattiva che causa la morte dell’operatore e la contaminazione di altri 17 con dosi tra 0,35 e 0,01 Gray (Buenos Aires, Argentina).

Ottobre 1983: cedimento tecnico ed incidente umano causano incidente (Blayas, Francia).

Novembre 1983: scarico di rifiuti altamente radioattivi direttamente in mare (Sellafield, Regno Unito).

Febbraio 1984: incidente (Kozloduy, Bulgaria).

Marzo 1984: sistema di raffreddamento di emergenza fuoriuso (San Onofere, USA).

Aprile 1984: guasto tecnico causa il versamento di acqua radioattiva (Sequoyah, USA).

Maggio 1984: sovraccarico di potenza non controllato (Bohunice, Slovacchia).

Ottobre 1984: arresto di emergenza (Paks, Ungheria).

Dicembre 1984: incendio (Kalinin, Russia).

Marzo 1985: guasto al sistema di raffreddamento (Grohnde, Germania).

Giugno 1985: disfunzione nel sistema di raffreddamento (Davis Blesse, USA).

Un’esplosione e la successiva perdita di vapore uccidono 14 operai (Balakovo, Russia).

Agosto 1985: incendio in un barile di rifiuti radioattivi (Karlsruhe, Germania).

Incendio (Fukushima, Giappone).

Ottobre 1985: rilascio accidentale di radioattività nel mare (Hinkley Point, Regno Unito).

Febbraio 1986: rilascio di 13 tonnellate di anidride carbonica radioattiva (Transfynydd, Regno Unito).

“Allarme ambra” – indica un’emergenza nella costruzione e una minaccia al resto dell’impianto. In un’altra occasione tre operai vengono contaminati (Sellafield, Regno Unito).

Aprile 1986: l’incidente nucleare più grave di cui si abbia notizia. Un surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e la dispersione di una nube radioattiva di 12.000.000 di TBq (Chernobyl, Ucraina).

Maggio 1986: rilascio di radioattività. Alterazioni nel livello delle radiazioni sono misurate a due chilometri dalla centrale (Hamm-Uentrop, Germania).

Sabotate linee di alta tensione collegate alla centrale (Palo Verde, USA).

Giugno 1986: dodici persone sono “leggermente” contaminate dal plutonio (Tokaimura, Giappone).

Agosto 1986: allagamento (Cattenom, Francia).

Dicembre 1986: esplosione che provoca 4 vittime (Surry, USA).

Gennaio 1987: incidente durante un trasporto di materiale nucleare (Regno Unito).

Marzo 1987: incendio e rilascio di radioattività in un centro di ricerca nucleare (Australia).

Dicembre 1987: pesante incidente (Hessen, Germania).

Scarico di acqua di raffreddamento al di fuori del reattore (Biblis, Germania). È stato seguito da diversi altri incidenti di modesta entità, l’ultimo dei quali è avvenuto nel novembre del 2004.

Rilascio accidentale di 50 tonnellate di acqua (Atucha, Argentina).

Febbraio 1988: accresciuto livello di radioattività (Bohunice, Slovacchia).

Aprile 1988: rilascio di 5.000 Curie di trizio (Bruyere le Chatel, Francia).

Giugno 1988: guasto tecnico (Zorita, Spagna).

Agosto 1988: (Atucha, Argentina).

Settembre 1988: incendio (Perry, USA).

Incendio (Ignalina, Lituania).

Guasto tecnico (Stade, Germania).

Dicembre 1988: quattro delle otto installazioni di emergenza scoperte fuoriuso (Brokdorf, Germania).

Due barre di regolazione inceppate (Blayais, Francia).

Arresto del reattore dovuto a guasto nell’apparecchiatura di controllo (Pilgrim, USA).

Gennaio 1989: contaminati otto lavoratori (Savannah River, USA).

Marzo 1989: guasto tecnico (Pickering, Canada).

Aprile 1989: guasto alla barra di regolazione (Gravelines, Francia).

Maggio 1989: incendio al sistema di pompaggio (Bohunice, Slovacchia).

Incendio causa la combustione spontanea di plutonio (Rocky Flats, USA).

Giugno 1989: danni causati da combustibile esaurito (Kruemmel, Germania).

Incendio all’impianto elettrico delle pompe di raffreddamento (Bohunice, Slovacchia).

Luglio 1989: incidente durante il rifornimento del combustibile nucleare (Isar, Germania).

Agosto 1989: avaria nella strumentazione (Grand Gulf, USA).

Guasto tecnico (Ignalina, Lituania).

Settembre 1989: guasto alla barra di regolazione (Olkiluoto, Finlandia).

Ottobre 1989: (Tarragona, Spagna).

Guasto nel sistema di raffreddamento del nocciolo (Dresdan, USA).

Novembre 1989: (Greifswald, Germania).

Avaria nel sistema di controllo delle barre di combustibile (Oconee, USA).

Ottobre 1989: incendio danneggia il reattore (Tarragona, Spagna).

Novembre 1989: incendio nella turbina (Kozloduy, Bulgaria).

Guasto tecnico che quasi causa la fusione del nocciolo (Greifswald, Germania).

Gennaio 1990: guasti alle apparecchiature (Dresden, USA).

Guasto ad una pompa durante l’arresto della centrale (Gravelines, Francia).

Febbraio 1990: otto impiegati contaminati (Point Lepreau, Canada).

Aprile 1990: inondazione di un edificio dovuto all’aumento del livello del (Bohunice, Slovacchia).

Maggio 1990: durante il rifornimento di combustibile nucleare, cinque metri cubici di acqua radioattiva rovesciati (Fessenheim, Francia).

Agosto 1990: incendio dei cavi causa la perdita di controllo della posizione delle barre di regolazione (Chernobyl, Ucraina).

Settembre 1990: problemi al sistema di controllo e a quello di protezione del rifornimento del carburante (Bohunice, Slovacchia).

Guasto nel sistema di raffreddamento (Palisades, USA).

Reattore chiuso per guasti tecnici (Superphenix, Francia).

Novembre 1990: guasto in un’apparecchiatura di raffreddamento del nocciolo (Doel, Belgio).

Dicembre 1990: due operai irradiati durante il cambio delle barre di combustibile (Blayais, Francia).

Elementi del sistema di controllo scoperti danneggiati (Novovoronezh, Russia).

Fuga radioattiva (Leningrado, Russia).

Febbraio 1991: rilascio di radioattività (Fukui, Giappone).

Rottura di un tubo del generatore di vapore causa emissione di radioattività (Mihama, Giappone).

Marzo 1991: incidente durante il rifornimento di combustibile nucleare (Wuergassen, Germania).

Giugno 1991: guasto nel sistema di raffreddamento del nucleo (Belleville, Francia).

Riduzione di potenza (Pickering, Canada).

Luglio 1991: difetto nel sistema di raffreddamento (Wurgassen, Russia).

Fuga radioattiva (Bilibino, Russia).

Arresto del reattore dovuto a rottura nel sistema di controllo (Sendai, Giappone).

Perdita di vapore causa l’arresto del reattore (Paks, Ungheria).

Agosto 1991: ritardo nell’inserimento delle otto barre di controllo del sistema di arresto di emergenza (Millstone Point, USA).

Arresto automatico dovuto a problemi tecnici (Sendai, Giappone).

Settembre 1991: incidente e perdita di vapore durante il rifornimento di combustibile nucleare (Barsebeck, Svezia).

Perdita (Kozloduy, Bulgaria).

Ottobre 1991: guasto nel sistema d’arresto durante il cambio delle barre di combustibile (Novovoronezh, Russia).

Incidente durante il cambio delle barre di combustibile (Vogtle, USA).

Guasto tecnico (Yugno-Ukrainskaya, Ucraina).

Guasto tecnico (Zaporozhe, Ucraina).

Guasto tecnico che causa l’arresto automatico della centrale (Kalinin, Russia).

Novembre 1991: arresto del reattore dovuto a guasto tecnico (Balakovo, Russia).

Perdita di 190.000 litri di acqua dal sistema di raffreddamento e arresto del reattore (Oconee, USA).

Guasto del sistema di raffreddamento che causa l’arresto automatico del reattore (Kursk, Russia).

Disfunzione del sistema automatico d’arresto (Bilibino, Russia).

Guasto del sistema di controllo causa l’arresto del reattore (Kursk, Russia).

Dicembre 1991: guasto tecnico (Beloyarsk, Russia).

Guasto del sistema di controllo durante il cambio delle barre di combustibile che causa l’arresto del reattore (Smolensk, Russia).

Guasto del sistema di raffreddamento (Kola, Russia).

Guasto di un tubo del turbogeneratore causa l’arresto del reattore (Balakovo, Russia).

Errore umano causa un guasto nell’apparecchiatura di arresto automatico del reattore (Kola, Russia).

Guasto tecnico causa l’arresto automatico della centrale (Balakovo, Russia).

Guasto tecnico (Kalinin, Russia).

Guasto tecnico (Kola, Russia).

Fuga radioattiva (Kolskaya, Russia).

Arresto del reattore dovuto a guasto tecnico (Kalinin, Russia).

Gennaio 1992: quattro tonnellate di acqua pesante rovesciate (Rajasthan, India).

Perdita radioattiva e successivo arresto del reattore (Kola, Russia).

Guasto tecnico nel sistema d’arresto (Balakovo, Russia).

Una perdita causa un arresto della centrale (Darlington, Canada).

Febbraio 1992: guasto tecnico nel sistema di pompaggio (Zaporozhe, Ucraina).

Guasto alle pompe di raffreddamento (Kozloduy, Bulgaria).

Difetto nel software nel computer di controllo (Embalse, Argentina).

Marzo 1992: guasto tecnico (Novovoronezh, Russia).

Incendio (Kola, Russia).

Incidente con fuga radioattiva e arresto del reattore. Il giorno successivo si verifica un guasto tecnico (Leningrado, Russia).

Guasto nel sistema di arresto (Ignalina, Lituania).

Arresto automatico dovuto ad un guasto nel sistema di pompaggio (Kalinin, Russia).

Aprile 1992: guasto del sistema d’arresto automatico. Sempre nello stesso mese si verifica anche un’avaria nel sistema di raffreddamento (Novovoronezh, Russia).

Guasto tecnico durante il rifornimento di combustibile (Kola, Russia).

Maggio 1992: guasto tecnico (Ignalina, Lituania).

Guasto del sistema di emergenza (Smolensk, Russia).

Guasto tecnico del sistema di raffreddamento (Hatch, USA).

Perdita ad un tubo causa un rilascio di radioattività pari a 12 curie (Tarapur, India).

Arresto del reattore (Kola, Russia).

Giugno 1992: Avaria del sistema di controllo centralizzato (Smolensk, Russia).

Guasto tecnico (Sizewell, Regno Unito).

Guasto nel sistema di raffreddamento (Kola, Russia).

Perdita in una condotta. Qualche giorno dopo si verifica un guasto tecnico al sistema di controllo (Leningrado, Russia).

Luglio 1992: arresto del reattore dovuto a guasto nel sistema di raffreddamento (Novovoronezh, Russia).

Fuga radioaativa dovuta ad un guasto nel sistema di raffreddamento (Ignalina, Lituania).

Due lavoratori contaminati (Dampierre, Francia).

Aumento di temperatura nella piscina di raffreddamento (Gravelines, Francia).

Agosto 1992: guasto nel sistema d’arresto (Novovoronezh, Russia).

Incendio nell’elettro-generatore (St. Alban, Francia).

Settembre 1992: perdita di acqua radioattiva (Kola, Russia).

Novembre 1992: crepe in un’apparecchiatura del sistema di raffreddamento (Brunsbuttel, Germania).

Dicembre 1992: fuga di acqua radioattiva (Beloyarsk, Russia).

Gennaio 1993: rilascio di vapore radioattivo (Kozloduy, Bulgaria).

Rilascio di radioattività (Perry, USA).

Guasto tecnico (Paluel, Francia).

Febbraio 1993: problemi al sistema di raffreddamento per due ore (Kola, Russia).

Un versamento di 18.000 litri di acqua pesante nella pianta di energia nucleare di (Darlington, Canada).

Un’incidente provoca una fuga di vapore che uccide un operaio e ne ferisce altri due (Fukushima, Giappone).

Aprile 1993: un incendio nel complesso chimico colpisce un serbatoio d’uranio. Contaminati circa mille ettari di territorio siberiano – fortunatamente disabitato (Tomsk, Russia).

Maggio 1993: esplosione e incendio. Un operaio muore e un altro resta ferito (Zaporizha, Ucraina).

Arresto del reattore dovuto ad un guasto del sistema di raffreddamento (Kola, Russia).

Luglio 1993: guasto del sistema di controllo (Susquehanna, USA).

Malfunzionamenti durante il rifornimento di combustibile nucleare (Wylfa, Regno Unito).

Agosto 2003: incendio provoca l’evacuazione del personale. 32 persone contaminate (Dounreay, Regno Unito).

Settembre 1993: incendio (Balakovo, Russia).

Ottobre 1993: Guasto nella strumentazione di controllo (San Alban, Francia).

Marzo 1994: guasto nell’impianto di raffreddamento (Kola, Russia).

Aprile 1994: esplosione in un impianto di riprocessamento di combustibile nucleare causa il rilascio di una nube radioattiva (Tomsk, Russia).

Giugno 1994: incendio (Beloyarsk, Russia).

Dicembre 1995: incendio dovuto a perdita di refrigerante (sodio) causa l’arresto del reattore (Monju, Giappone).

Gennaio 1996: fuga radioattiva dovuta ad un errore umano e guasto tecnico (Dimitrovgrad, Russia).

Febbraio 1996: si rompe valvola di sicurezza. Fuoriesce nube radioattiva (Dimitrovgrad, Russia).

Marzo 1997: esplosione e incendio con fuga di plutonio. Contaminate 37 persone (Tokaimura, Giappone).

Giugno 1999: reazione a catena incontrollata di 15 minuti (Shika, Giappone).

Settembre 1999: un errore causa una reazione a catena incontrollata. Due lavoratori muoiono e più di cento vengono contaminati (Tokaimura, Giappone).

Febbraio 2000: fuoriuscita di vapore radioattivo – il sito si trova a 70 km da New York. La centrale viene chiusa e decretato lo stato di allerta (Indian point, USA).

2001: esplosione (Brunsbuettel, Germania).

Febbraio 2002: incendio. Due lavoratori contaminati (Onagawa, Giappone).

Aprile 2003: barre di combustibile danneggiate rovesciano del combustibile nucleare esausto in un serbatoio di acqua pesante (Paks, Ungheria).

Agosto 2004: esplosione provoca onda di vapore. Quattro vittime e sette feriti gravi (Mihama, Giappone).

2005: più di 30 incidenti, alcuni dei quali potrebbero aver causa fughe di radioattività (Torness, Regno Unito).

Aprile 2005: fuoriuscita di 83.000 litri di liquido radioattivo (Sellafield, Regno Unito).

Novembre 2005: contaminazione da trizio (Exelon, USA).

Incendio di un trasformatore di alta tensione nella centrale (Angra dos Reis, Brasile).

Dicembre 2005: esplosione in altoforno che lavora rifiuti e materiali di scarto prodotti dalla centrale – si trova appena fuori dal suo perimetro (San Pietroburgo, Russia).

Marzo 2006: fuoriescono 35 litri di una soluzione di uranio arricchito il rischio di generare una reazione a catena incontrollata (Brainwood, USA).

Incendio. Due persone sono state ricoverate in ospedale per aver inalato del fumo (Fukui, Giappone).

Luglio 2006: cortocircuito alla rete di alimentazione nazionale in uno dei reattori dell’impianto. In questa situazione, quattro generatori diesel sono preposti ad alimentare il reattore per arrivare al suo arresto in condizioni di sicurezza, ma il cortocircuito ha causato anche il mancato funzionamento di due dei quattro generatori di riserva. I restanti due generatori sono stati sufficienti per evitare un incidente più serio - secondo gli esperti, un reattore del tipo di quelli di Forsmark senza alimentazione rischia la fusione del nocciolo in 90 minuti - ma alcuni analisti sostengono che si sia trattato di pura fortuna (Forsmark, Svezia).

Novembre 2006: spento reattore a causa di un incendio (Ringhals, Svezia).

Febbraio 2007: un malfunzionamento causa l’arresto del reattore (Yeongggwang, Corea del Sud ).

Giugno 2007: incendio a un trasformatore. Anche il reattore nucleare é stato danneggiato (Krümmel, Germania).

Luglio, 2007: spento reattore per affrontare i problemi sorti durante i suoi 11 mesi di attività (Lucas Heights, Australia).

Fuga di acqua radioattiva dal reattore numero 6 (Kashiwaki-Kariwa, Giappone).

giovedì 29 maggio 2008




Undici attivisti di Greenpeace, travestiti da oranghi in uniforme da calcio con allenatore al completo, hanno chiesto – e ottenuto - di consegnare a Fabio Cannavaro, capitano della Nazionale, una lettera aperta e il proprio gagliardetto ufficiale. Hanno anche offerto agli Azzurri una colazione alternativa: la crema al cioccolato e nocciole “Deforestazione zero”, che non distrugge la foresta pluviale indonesiana e non minaccia gli habitat degli oranghi. Nutella, infatti, sponsor ufficiale degli Azzurri, è fatta con l’olio di palma la cui produzione sta causando una crescente deforestazione nel Sud Est asiatico e un'accelerazione del cambiamento climatico...

In ben tre occasioni Greenpeace ha chiesto a Nutella di dichiarare l'origine dell'olio di palma utilizzato per la Nutella, indicando i nomi dei propri fornitori e le aree di produzione. Greenpeace non ha ricevuto una risposta soddisfacente. Ferrero si difende con l'argomento, molto debole, di far parte della RSPO (Tavola rotonda dell’olio di palma sostenibile) quale garanzia della sostenibilità dell'olio di palma utilizzato per la Nutella. Ma nel recente rapporto "Borneo in Fiamme" Greenpeace ha dimostrato, presentando prove inconfutabili, come proprio i principali produttori di olio di palma della RSPO stiano commettendo crimini ambientali gravissimi come il taglio a raso della foresta pluviale e la cattura e uccisione degli ultimi oranghi del Borneo e di Sumatra.
nutellasalvalaforesta.it

lunedì 26 maggio 2008

FLISTONSUV 6 posti, per un risparmio assicurato!


Una “parata primitiva” degli attivisti di Greenpeace per denunciare il
ruolo delle automobili nella distruzione del clima

Bruxelles 26 maggio 2008 – Attivisti di Greenpeace hanno viaggiato
sull’auto dei Flinstones (il cartoon de “Gli antenati”) dalla sede
dell’ACEA – l’associazione europea dei produttoridi auto – al
Parlamento Europeo, per consegnare una tavola di pietra con i loghi di
Volkswagen, BMW e Mercedes e il messaggio “Auto contro il clima”. I
parlamentari europei si incontrano questa settimana proprio per
discutere la normativa sull’efficienza delle auto.

La parata dell’ ‘Età della pietra’ è stata organizzata per ricordare che
l’industria dell’auto è ancora intrappolata in una “dinamica da
dinosauri”: costruire auto sempre più grandi e sprecone a danno del
clima. L’iniziativa è avvenuta in contemporanea al lancio del rapporto
di Greenpeace “Driving Climate Change” che denuncia come la lobby
dell’industria dell’automobile, guidata dall’industria tedesca, stia
cercando di minare la normativa europea sull’efficienza delle auto,
attraverso manipolazioni e inganni che durano da 17 anni.

“Siamo arrivati al punto che la lobby dell’auto mette a rischio la
capacità dell’Ue di adempiere ai propri impegni nell’ambito del
Protocollo di Kyoto”, dichiara Andrea Lepore, responsabile della
campagna Trasporti e Clima di Greenpeace. “Il Parlamento non deve
consentire che questa lobby indebolisca il primo standard di efficienza
per le auto dell’Ue. L’approccio dell’età della pietra non può mettere a
rischio il pianeta con la logica del profitto a breve termine” aggiunge
Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.

Il rapporto “Driving Climate Change” spiega come:

- L’industria dell’auto tedesca ha vinto “la guerra del business” e ora
impone l’agenda a tutta l’industria dell’auto, senza alcuna remora
rispetto alle preoccupazioni dei produttori francesi e italiani;

- Il commissario Verheugen e l’ACEA hanno creato il gruppo CARS 21 come
cavallo di Troia per promuovere gli interessi dell’industria;

- L’”approccio integrato” ha consentito ai produttori di auto di
scaricare responsabilità dai produttori agli automobilisti, ai governi e
ai pianificatori locali;

- I produttori di auto hanno ricompensato i loro sostenitori con benefit
e prestando autovetture

- I produttori di automobili hanno già fatto ritardare di 7 anni la
normativa e ora vogliono ottenere un ulteriore ritardo di tre anni.

Greenpeace chiede che l’Ue prenda una posizione decisa e fissi
un’emissione media per le flotte a 120 g CO2/km al 2012 e 80 g al2020.
Questi standard devono essere sostenuti da forti sanzioni e non essere
funzionali agli interessidell’industria tedesca, consentendo un
trattamento privilegiato per chi produce auto pesanti.

venerdì 23 maggio 2008

UN VERO MEDICO



Un medico mi dice che L'unione regionale dei medici in Emilia Romagna vuole fare una moratoria contro la costruzione degli inceneritori... e pure in Francia stanno facendo la stessa cosa... perchè pare non vogliano ripetere lo stesso errore dell'amianto...
Ringrazio la dottoressa per la splendida notizia... e abbraccio tutti i medici dell'emilia Romagna che hanno appoggiato l'iniziativa...


Mi chiedo qui in Sicilia che cosa si pensa dell'incenerimento?
Lombardo cosa ne pensa? Credo che Lombardo sia pro-inceneritore...

Perchè spendere milioni e milioni di Euro per costruire un inceneritore, con i tempi di realizzazione italiani che non possono che non scendere inferiori ai 5 anni per farne 1, se possiamo evitare tutto questo semplicemente facendo la raccolta differenziata porta a porta... evitando gli imballaggi... costringendo i comuni a fare differenziata.. dando incentivi per la costruzione di aziende che sfruttano l'umido per fare compost.... in germania ci sono dei palazzi che hanno il sistema fognario che permette pagando al contadino di prendere la "cacca" e usarla come concime per i campi....
PERCHE'? PERCHE'? Semplice... 1 inceneritore costa milioni di euro e avvantaggia pochi.. il riciclaggio darebbe posto di lavoro a molti ma non converebbe alle società che costruiscono gli stabilimenti di incenerimento...

E VAI CON LA MITICA FRASE.... CHE MERAVIGLIAAAAAAA!!!

mercoledì 21 maggio 2008

La spazzatura sotto il tappeto


I rifiuti sotto il tappeto
Mario Tozzi
La Stampa
21-05-2008

Finalmente è arrivata la soluzione agognata per risolvere l'emergenza rifiuti in Campania: dieci nuove discariche e qualche inceneritore con recupero energetico (il termine termovalorizzatore, si sa, non ha senso scientifico o tecnico, neanche nelle regolamentazioni comunitarie). Il problema è che questa nuova soluzione assomiglia parecchio alle vecchie: quando si è insediato il Commissario De Gennaro, cinque mesi fa, la questione era sgomberare le strade di Napoli, e per farlo si è cercato di aprire nuove e vecchie discariche (non riuscendovi sempre), di mettere in funzione nuovi inceneritori (non riuscendovi mai), di esportare i rifiuti in Paesi più civilizzati (riuscendovi quasi sempre), dove gli scarti sono considerati risorse. Il problema è che questa soluzione assomiglia molto a scopare la polvere sotto il tappeto per avere la casa pulita.
In nessuna parte del mondo le discariche eliminano i rifiuti, anzi, li concentrano, con problemi ambientali che è ormai anche inutile approfondire: infiltrazioni nelle falde, percolati, liquami, per non parlare del maleodore. Senza contare che aprire nuove discariche sarebbe contro la legge nazionale e anche contro le normative comunitarie. E in nessuna parte del mondo bruciare rifiuti è un sistema per eliminarli, perché, come dovrebbe essere noto, in natura nulla si può distruggere e dunque le tonnellate di rifiuti si trasformeranno in ceneri (spesso velenose) e polveri (spesso tossiche). Certo, un inceneritore con recupero di energia e di calore non è un tabù contro cui combattere guerre di religione - ci sono problemi molto più devastanti, come il traffico cittadino -, ma è un controsenso energetico, perché per fabbricare oggetti e materiali si è impiegata molta più energia di quella che se ne ricava bruciandoli. E poi in Italia ci sono già abbastanza impianti: costruirne di nuovi può significare scoraggiare l'unica vera soluzione al problema dei rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclaggio (un folle piano regionale siciliano prevede addirittura di bruciare il 65% dei rifiuti, come a dire condannare la raccolta differenziata a non superare mai il 35%, quando in tutta Europa si punta al 70-80% e a San Francisco si va verso l'opzione rifiuti-zero).
Se si fosse cominciato - alla prima emergenza di 15 anni fa - con un piano integrato di raccolta differenziata dei rifiuti campani, non saremmo a questo punto. Se lo si fosse fatto cinque mesi fa, avremmo ora qualche prospettiva, ma continuare a pensare che la questione possa risolversi con discariche e inceneritori vuol dire non aver compreso che, così, i rifiuti si accumuleranno di nuovo, e saremo alle solite, solo avendo perso ancora del tempo. Come da gennaio a oggi. E come dimostra il fatto che aver sgomberato oltre 200.000 tonnellate di pattume non ha risolto un granché. Ma sono i numeri che parlano: a Torino - una grande città del Nord i cui cittadini non sono antropologicamente diversi dai napoletani - nel 2003 si raccoglieva in maniera differenziata solo il 20% dei rifiuti. In cinque anni si è passati a oltre il 40%, attraverso campagne di educazione ambientale fino nelle scuole promosse dall'amministrazione comunale e dalla municipalizzata. Pensiamo a Napoli: se si fosse recuperata almeno la frazione umida (residui di pasti, bucce) avremo avuto il 30% in meno di rifiuti, cioè 75.000 tonnellate di meno all'inizio dell'emergenza. Cioè più spazio nelle discariche (dunque meno discariche) e meno commercio di rifiuti, dunque più risorse da destinare al riciclaggio.
Riciclare raddoppia la vita dei materiali, permette di spendere meno energia e, dunque, di inquinare di meno e fa in modo che si aprano meno miniere e cave. Se poi le ditte si impegnassero a ridurre definitivamente gli imballaggi, usando, per esempio i fogli di plastica termosaldati, che, una volta sgonfiati, si riducono a una pallina di qualche centimetro; se la distribuzione permettesse di acquistare i prodotti sfusi a peso e non a confezione; se le municipalizzate non si scomponessero in migliaia di subappalti incontrollabili, allora i nostri sforzi personali sarebbero premiati e non staremmo qui a temere di finire come a Manila, nella cui discarica vivono gli 80.000 abitanti di un posto chiamato Lupang Pangako (letteralmente «terra promessa»), fra commerci di ogni tipo, contrabbando e riciclaggio su commissione. Ma anche per questa volta non è aria.

mercoledì 23 aprile 2008

DOVE distrugge...

Scusate il gioco di parole ma... DOVE.. l'azienda di cosmetici e saponi distrugge la foresta perchè nei suoi ingredienti si trova l'olio di palma. Le foreste del Borneo sono e saranno devastate grazie all'azienda che compra proprio li l'olio di palma...

Un consiglio è che DOVE usi qualche altro ingrediente meno devastante dal punto di vista ambientale.

Ecco il video dell'azione:

lunedì 31 marzo 2008

D'inquinamento si muore: Ecco come!



Grazie al dottor: Giovanni Ghirga

Per chi non lo sapesse... 10 micron ( lettera greca che si pronuncia miù ) è un numero molto piccolo :
10 elevato a -6
E' il diametro delle polveri che escono fuori dalle ciminiere degli inceneritori...
quindi sono osservabili solo al microscopio...
Bene... UN MEDICO giovanni Ghirga ci spiega come morire atrocemente grazie agli incenertiori, e centrali a Carbone...

L'informazione è potere...

giovedì 1 novembre 2007

L'isola di Plastica...

Le correnti naturali... che regolano la temperatura dei nostri oceani e rendono le nostre stagioni piu' miti.... creano naturalmente un vortice al centro del pacifico. Per colpa dell'uomo, che non rispetta l'ambiente, scaricando tonnellate di rifiuti in mare... si è formata nel Pacifico un'immensa isola di plastica....

Rircordo che la plastica non è biodegradabile... questo significa che non viene MAI assorbita dall'ambiente... anzi la plastica ne devasta gli equilibri...

Dalla Repupplica:
http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/ambiente/isola-rifiuti/isola-rifiuti/isola-rifiuti.html

mercoledì 3 ottobre 2007

Le bugie hanno... i rigassificatori!

http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/falso-rigassificatore-olt.pdf

Guardate che ho trovato su GreenPeace Italia...

A livorno vogliono fare un rigassificatore.. non ho idea a che punto siano ma... se leggete il pdf.. scoprirete che coloro che dovrebbero REALMENTE dare l'autorizzazione a installare i rigassificatori non hanno dato nessuna risposta in merito... anche perchè l'unico che aveva dato consenso era uno di quelli appartenti alla ditta che deve costruire il rigassificatore... la cosa divertente che il gruppo di persone che si occupa del santuario dei cetacei non ha nessun potere di decidere questa cosa...
Intanto il rigassificatore si fa.....

domenica 16 settembre 2007

Era il V-Day e sarà sempre V-DAY

notavo una cosa nei giorni antecedenti al v-day...
La tv, quindi: Rai1,Rai2,Rai3, Canale5, Italia1 etc... non ne hanno parlato... come mai?
Risposta logica: non hanno voluto fare pubblicità al V-DAY.

faccio un breve zapping sui canali nazionali.. e ToH! guarda... Il topo ragno che piscia in bocca al suo padrone... Canale5! BRAVI...
Il tizio che tenta di schiantarsi in vespa... 10 persone su un motorino... certo.. SU Italia1! Ma guai se si dovesse parlare di V-day.. di parlamento pulito...

Qualche giorno dopo: incomincio a vedere qualcosa i giornalisti parlano del v-day! MERAVIGLIA!
Poi alzo il volume della tv... e scopro che in alcune interviste fatte ai politici questi ne parlano male: la chiamano ANTIPOLITICA... additano Grillo come aizzatore di folle... che la manifestazione è un "inutile carica di violenza" VIOLENZA!??!?! CHE!??!?! MA SIETE PAZZI!
Apprendo questa cosa non solo dalle Tv nazionali.. ma a quanto pare anche Beppe ha notato questa cosa:
www.beppegrillo.it

Qui una cosa è chiara: l'informazione non esiste... è in mano a pochi... che la usano a loro piacere...

La cosa divertente.... che dopo 320 mila firme per depositare la legge... comincio a capire che i politici hanno capito che la gente è stanca dei loro privilegi.. stanca di vedere aumenti... stanca e grida BASTA!

sabato 8 settembre 2007

Era il V Day

Era il V-Day

Ogni piazza italiana ha avuto un punto di raccolta firme... c'è gente che vuole cambiare questo paese in meglio... meglio= piu' legalità, piu' ambiente che è uguale piu' salute... un posto per molti non per pochi

Basta ai privilegi esagerati ai POLITICI!

come quello di rimanere in parlamento anche se condannati in via definitiva per mafia e/o corruzione...

Ricordo lo splendido video



Firmare questa petizione è stata la cosa giusta da fare... : Ricordo i bei volantini dei Grilli Dell'Etna, che hanno fatto un punto di raccolta firme in Piazza Università


Volantino V-DAY

Volantino Wanted


V-DAY, V-DAY, V-DAY
W i Grilli dell'Etna!!!

mercoledì 1 agosto 2007

V - DAY

Iscriviti al Vaffanculo Day


Vi invito, tutti a partecipare al V-Day.
Altro non è che una manifestazione di piazza, dove, non solo si incontrerà un sacco di gente che vuole cambiare in meglio l'italia, ma si avrà la possibilità di firmare un piccolo documento,
VoltantinoVaffaDay

Partecipate Numerosi
E' possibile iscriversi e far sentire la propria voce, iscrivendosi al vaffaday...

SitoVAFFADAY