venerdì 19 giugno 2009

Riducono in schiavitù le popolazioni indigene per fare la carne...

International, 16 giugno 2009 - L’International Finance Corporation,
> l’istituzione del Gruppo Banca Mondiale a sostegno degli investimenti
> privati nei Paesi in Via di Sviluppo, ha cancellato il prestito di 90
> milioni di dollari che era stato concesso al gigante della carne e della
> pelle brasiliana: Bertin. La decisione del IFC arriva due settimane dopo il
> lancio dell’inchiesta di Greenpeace “Amazzonia che macello!” nel quale
> l’organizzazione rivela che, dietro il finanziamento del settore
> dell’allevamento bovino da parte del IFC e del Presidente Lula attraverso la
> banca governativa per lo sviluppo economico (BNDES), hanno fatto sì che
> questo settore diventasse la più importante causa della deforestazione
> dell’ultimo polmone del nostro Pianeta e una pericolosa fonte di emissioni
> di gas serra a livello globale.
>
> Il prestito che IFC aveva concesso a Bertin è, infatti, stato utilizzato per
> espandere le attività di allevamento di Bertin nella regione amazzonica
> causando deforestazione illegale e accelerando il cambiamento climatico.
>
> “Che la Banca Mondiale abbia cancellato il prestito è senz’altro una buona
> notizia – commenta Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di
> Greenpeace Italia – ma è scandaloso che dei prestiti per cifre così
> importanti siano stati concessi per foraggiare le attività di un’azienda che
> si è macchiata di gravissimi crimini ambientali. Finanziando Bertin la IFC
> si è resa corresponsabile della distruzione dell’Amazzonia: un rifugio per
> la biodiversità e una delle più importanti armi al mondo per combattere il
> cambiamento climatico”.
>
> Gli ultimi 30 milioni di dollari del finanziamento non saranno quindi più
> erogati a Bertin, il quale, secondo quanto dichiarato da IFC dovrà
> restituire anche i 60 milioni che ha già ricevuto in tempi molto più brevi
> di quelli stabiliti all’erogazione del prestito. Greenpeace ritiene che
> anche la banca governativa BNDES debba immediatamente tagliare i
> finanziamenti a Bertin e a tutte quelle aziende del settore zootecnico che
> stanno deforestando l’Amazzonia e distruggendo il clima del Pianeta.
>
> La giustizia brasiliana, in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta di
> Greenpeace, apre un'indagine su Bertin e si appresta a richiedere
> all’azienda e agli allevamenti illegali che deforestano l’Amazzonia e
> riducono in condizione di schiavitù i lavoratori e le popolazioni indigene,
> un indennizzo milionario per danni ambientali e le principali catene di
> supermercati in Brasile, come Wal Mart, Pao de Azucar e Carrefour,
> cancellano i propri contratti con Bertin in seguito ad una azione civile del
> Ministerio Publico Federal che ha imposto multe di circa 200 euro per ogni
> chilo di carne proveniente dalla distruzione dell’Amazzonia commercializzata
> nel Paese.
>
> In Italia, i clienti di Bertin per la carne come Kraft Foods Italia e per la
> pelle come le concerie Rino Mastrotto, Gruppo Mastrotto e i produttori di
> divani Chateau d’Ax, continuano a tacere ritenendo di non dover prendere
> posizione rispetto ai loro rapporti commerciali con aziende colpevoli di
> crimini gravissimi come la deforestazione, il lavoro in condizione di
> schiavitù e il cambiamento climatico.
>
> Greenpeace Deforestazione Zero: www.deforestazionezero.it

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