giovedì 14 febbraio 2008

Inverventi di Travaglio da Annozero.

il sondaggio swg
le intenzioni di voto degli italiani

Abbiamo commissionato all'SWG un sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani alle prossime elezioni.

Guarda i risultati del sondaggio.


marco travaglio
totò e le cozze

Ricapitolando. Nell’Annozero del 24 gennaio sul caso Mastella, Totò Cuffaro denuncia che si parlerà della sua condanna, ma nessuno l’ha invitato.
Santoro lo rassicura: di lui si parlerà il 31 e lui sarà l’ospite d’onore. L’indomani la redazione spedisce il fax con l’invito. Risposta: Totò non ritiene “opportuno” essere presente. Santoro allora invita tutti i possibili leader Udc, che alla fine manda il vicesegretario Vietti.
Cuffaro a quel punto “diffida” Annozero dal mostrare il documentario “La mafia è bianca” perché “diffamatorio”: ma purtroppo la sua querela per diffamazione agli autori è stata archiviata dal giudice perché non c’è alcuna diffamazione (“la pubblicazione è esercizio del diritto di informazione garantito dall’ordinamento”). Santoro conferma: “La mafia è bianca” va in onda. Allora mercoledì, quando la puntata è ormai pronta, Cuffaro ricambia idea e dice che vuol essere presente, ma giovedì 31 non può per “impegni inderogabili”: «Quando sono stato invitato, avevo già assunto altri impegni. Chiedo di posticipare la puntata a giovedì prossimo per poter essere presente».
La cosa ormai è impossibile e comunque i temi di un programma li decide la redazione, non l’ospite eventuale. Del resto, per raccontare un processo, i giornali non han bisogno di intervistare l’imputato: il cronista va, prende appunti e racconta.
Giovedì il documentario va in onda. Poi parlano i tre politici ospiti, tutti favorevoli a Cuffaro: sia Vietti e Alemanno del centrodestra, sia Emma Bonino dell’Unione, che lamenta l’assenza di Cuffaro come se fosse colpa di Santoro. Vietti e Bonino s’incaricano di interrompere e coprire con la loro voce chiunque dica cose sgradite a Cuffaro, cioè vere. Per esempio che lo stesso Cuffaro, al processo, ha ammesso di aver incontrato Salvatore Aragona e Vincenzo Greco sapendo che erano stati condannati: l’uno per mafia (procurò un falso alibi al boss Enzo Brusca in un processo per omicidio), l’altro per favoreggiamento alla mafia (curò il latitante Salvatore Grigoli, l’assassino di don Puglisi).
Subito dopo parte il pianto greco dell’Udc, dell’Udeur (che non c’entra ma c’è sempre), di FI, di Giuliano Ferrara e trombettieri vari contro la “gogna mediatica” di Annozero. Giuliano Urbani, membro forzista del Cda Rai, parla di “processo in contumacia”.
Corrado Calabrò, presidente dell’Agcom, annuncia alla stampa un “preavviso di richiamo” per tre puntate di Annozero e un “monitoraggio” speciale sull’ultima. Ora, il “preavviso di richiamo” non è previsto da alcuna legge: è come se un giudice convocasse la stampa per informare che Tizio è stato condannato - senza che quello sapesse neppure di essere sotto processo - ma la sentenza non è stata ancora scritta e gli verrà recapitata con comodo.
Quella dell’Agcom è esattamente la “gogna mediatica” che viene rinfacciata a Santoro, che non ha mai potuto difendersi dall’accusa perché nessuno gliel’ha mai contestata. Persino un eccellente giornalista come Giovanni Valentini accusa Santoro di “tradire la sua funzione” perché “sceglie gli ospiti, toglie e dà la parola, impone un ordine di priorità, determina i tempi e lo svolgimento del dibattito” (e chi dovrebbe farlo, di grazia?) e soprattutto perché “non assicura la pluralità dei punti di vista e l’osservanza del contraddittorio”.
Ma basta leggere il quotidiano “La Sicilia” per conoscere l’”inderogabile impegno” istituzionale che ha costretto Cuffaro a disertare Annozero: una messa in onore di don Bosco e una cena con gli ex-compagni di liceo salesiano sul mare di Palermo, a base di cozze, ostriche, alici marinate e sarde a beccafico.
Il cronista domanda perché non sia andato ad Annozero. E Totò: “Non sono andato da Santoro perché oggi è una giornata particolare per me e per tutti quelli che siamo stati educati dai salesiani. Non ho neanche intenzione di vedere la trasmissione”. C’è chi la vede per lui e, tra una portata e l’altra, lo aggiorna al telefono. Alla fine baci e abbracci, soprattutto baci, e un bel brindisi nel quadro della novena di festeggiamenti per la condanna a 5 anni. Per stavolta, niente cannoli.
La pretestuosità dell’“impegno improrogabile” è evidente: Cuffaro se ne sarebbe inventato uno a settimana, per rinviare alla calende greche la puntata sulla sua condanna. Magari fino alla campagna elettorale, quando calerà la mannaia della par condicio. La tv è libera di occuparsi di Cuffaro solo se c’è Cuffaro; ma siccome Cuffaro non c’è mai, la tv non deve occuparsi mai di Cuffaro. Un giochetto ricattatorio talmente evidente che tutti dovrebbero vederlo. Infatti non lo vede nessuno. Le Authority, del resto, sono lì apposta.

Marco Travaglio
“Uliwood party” - l'Unità, 3 FEBBRAIO 2008


dopo il "preannuncio di richiamo" dell'agcom
la replica di michele santoro

“Dopo la messa in stato d’accusa di Luigi De Magistris e Clementina Forleo era facile prevedere che sarebbe toccato ad Annozero.
Il Presidente dell'Agcom ha scelto per il suo intervento nei confronti della nostra trasmissione un nuovo tipo di provvedimento, non previsto dalla legge, il “preannuncio di richiamo”, che si traduce in una censura pubblica, generica ed immotivata, quanto profondamente ingiusta. Questo modo di agire non sembra conforme alle regole di correttezza cui il Presidente ritiene di poter fare riferimento.
Ribadisco di non aver violato alcuna regola e preannuncio a mia volta che non avrò difficoltà a respingere in ogni sede competente questo strumentale attacco al mio operato.
Quanto alla regola del contraddittorio, tirata in ballo a sproposito, devo ricordare, per amore di obiettività, che cinque degli otto commissari dell’Agcom sono ex parlamentari e uno era il capogruppo di un partito al Consiglio comunale di Bologna. La nomina del consiglio dell’Agcom è il risultato di una lottizzazione che prevede quattro membri di centrodestra e quattro di centrosinistra. Uno dei membri designati dal centrosinistra è un ex deputato dell’Udeur. Lascio al pubblico la valutazione sui criteri che hanno ispirato questo richiamo e sul perché esso sia stato formulato”.

Michele Santoro
1 Febbraio 2008


la rai in attesa di comunicazioni da agcom
nessun richiamo

ITALPRESS - ROMA, 1 FEBBRAIO - La Rai, in relazione a notizie diffuse oggi circa iniziative assunte dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nei suoi confronti in merito al programma "AnnoZero", precisa, in una nota, di non aver al momento ricevuto atti di "richiamo".
La Rai precisa, inoltre, che "non è stata ad essa previamente notificata l'apertura di istruttoria a norma dell'art. 48 Testo Unico della Radiotelevisione o di altra conferente disposizione.
La concessionaria del Servizio Pubblico radiotelevisivo rimane in attesa di ricevere comunicazioni da parte dell'Agcom per esaminarle con la massima attenzione al fine delle conseguenti valutazioni e determinazioni".


agcom su annozero
calabrò: "no a processi mediatici"

ITALPRESS - ROMA, 1 FEBBRAIO - Un richiamo per 3 puntate di “Annozero” è stato inviato alla Rai dal Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Lo ha annunciato il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò che stamane ha illustrato un atto di indirizzo approvato ieri e che mira a mettere ordine sulla materia.
“Il richiamo - ha detto Calabrò - si fonda, anche in seguito ad esposti ricevuti da più parti, sull'esame di un ciclo del programma e in particolare sulle puntate del 4 ottobre, 6 e 20 dicembre 2007, che non sono risultate in linea con i criteri fissati nell'Atto di indirizzo, per quanto riguarda i profili dei principi di imparzialità e parità di trattamento nella conduzione del contraddittorio”.
Per Calabrò “l'informazione non può assumere i caratteri di una gogna mediatica, di una spettacolarizzazione ispirata più dall'amore dell'audience che dall'amore della verità”.


ansa
l'attacco di buttiglione

ANSA - ROMA, 1 FEBBRAIO - “Totò Cuffaro è stato linciato nella trasmissione Annozero di Michele Santoro senza aver nessuna possibilità di replicare ad un filmato colmo di affermazioni unilaterali e faziose”. Lo sostiene il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, membro della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai. “Per la verità - aggiunge - un filmato in cui a Cuffaro era stata data la possibilità di dire le proprie ragioni era in possesso della Rai: era quello girato a suo tempo da Pierluigi Diaco in contraddittorio fra il presidente della Regione Sicilia e alcuni giornalisti collaboratori di Santoro. Un filmato non andato in onda e, anzi, per averlo girato, Diaco era stato sospeso dalla collaborazione con la Rai”.
Per Buttiglione, “bene ha fatto il Garante ad ammonire sia la Rai sia Santoro per essersi messo sotto i piedi le regole di una informazione corretta, con l'aggravante di non averlo fatto utilizzando il servizio pubblico. Anche il presidente della Commissione di Vigilanza Rai farebbe bene a chiedere spiegazioni e a richiamare all'osservanza alle regole comuni della civiltà oltre che di quelle del servizio pubblico. Colgo l'occasione per ricordare l'inqualificabile discriminazione professionale alla quale è stato sottoposto Pierluigi Diaco per aver semplicemente fatto il proprio mestiere”.


LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE
Il cosiddetto filmato di cui parla l’on. Rocco Buttiglione è in realtà un talk show andato regolarmente in onda nel novembre del 2005 su RaiNews 24, allora diretta da Roberto Morrione. Non si tratta dunque di un filmato censurato o clandestino. Chi aveva interesse lo ha potuto vedere sul servizio pubblico e, successivamente, su alcuni siti internet che lo hanno ripreso.
Né, tanto meno, ci risulta che la puntata citata dall’on. Buttiglione abbia determinato l’allontanamento del conduttore da RaiNews 24.


no alla messa in onda de "la mafia è bianca"
LA DIFFIDA DI CUFFARO

ANSA - ROMA, 29 GENNAIO - I legali di Cuffaro hanno diffidato la Rai dal mandare in onda le parti dell'inchiesta “La mafia è bianca” in cui viene ritratto lo stesso ex governatore della Sicilia.
“Da alcune anticipazioni della redazione - si legge nel testo nella diffida inviata al direttore generale Claudio Cappon e al direttore di Raidue Antonio Marano - è stata resa nota infatti l'intenzione di mandare in onda taluni brani del dvd in argomento, contenente una ricostruzione suggestiva tendente a descrivere l'on. Cuffaro quale soggetto colluso o quanto meno collegato alla mafia. L'intero impianto del dvd, allusivo e insinuante, accompagnato da tecniche di ripresa e colonna sonora a effetto fornisce una versione dei fatti volta a suggerire allo spettatore l'idea di una vicinanza tra l'on. Cuffaro e Cosa Nostra, smentita dall'azione amministrativa e politica del Governo dallo stesso presieduto, ed una sostanziale anticipazione colpevolista delle conclusioni della magistratura relative alla vicenda giudiziaria, ancora non conclusa che ha riguardato lo stesso”.
“Considerato - prosegue il documento - che detto collegamento è da ritenersi altamente diffamatorio per qualunque cittadino ed ancor più nel caso dell'on. Cuffaro che ha rappresentato la massima carica istituzionale della Sicilia facendo del contrasto agli interessi criminali uno degli obiettivi principali del proprio operato politico e amministrativo, vi diffidiamo, pertanto dal trasmettere l'immagine dell'on. Cuffaro accostata o inserita all'interno di contesti di mafia così come emerge dal contesto dell'opera editoriale in questione”.
In caso contrario, spiegano i legali, l'on. Cuffaro promuoverà le azioni giudiziarie a difesa della propria immagine e della propria reputazione. (ANSA)



LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE
I legali di Salvatore Cuffaro hanno pienamente ragione nel ritenere gravissimo l’accostamento dell’ex Governatore della Sicilia ad esponenti del mondo mafioso, come Angelo Siino, a cui Cuffaro si è rivolto alla ricerca di voti. O come Giuseppe Guttadauro, Salvatore Aragona, Domenico Miceli, Michele Aiello.
Per evitare scomodi accostamenti, forse Cuffaro avrebbe fatto meglio a non frequentarli, gli ambienti mafiosi.

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