giovedì 25 ottobre 2007

mercoledì 24 ottobre 2007

I ghiacci si sciolgono

www.stazioneceleste.it

E molto lungo... ma non annoia... e soprattutto informa!


Ghiaccio/Secco: la Verità sul Riscaldamento Globale
editoriale di

Drunvalo Melchizedek

Ciò che state per leggere cambierà per sempre il vostro mondo, questo ve lo posso garantire. Devo scusarmi per essere io a portare queste notizie spiacevoli, ma è necessario che sappiate, se volete sopravvivere, che ciò che verrà sarà o SECCO e caldo o GHIACCIO e freddo.

Del riscaldamento globale si parla da 40 anni, e nel frattempo siamo diventati compiacenti. I nostri scienziati concordano sul fatto che il riscaldamento globale sarà causa di enormi cambiamenti e problemi nel mondo, ma secondo i loro ragionamenti ci vorranno cinquanta o cento anni prima di doverci occupare dei suoi effetti.

La loro idea è che, in generale, il riscaldamento globale sarà lento ed il mondo troverà il tempo per scoprire la soluzione ai problemi.
Nuove incontrovertibili prove suggeriscono invece che questo scenario è semplicemente sbagliato, e faremmo meglio ad essere pronti per un'altra, più improvvisa possibilità.

La Rivista DISCOVERY

Uno dei primi dubbi sulla veridicità di quello che ci veniva detto (specialmente qui negli USA) fu sollevato dalla rivista Discovery nel Settembre 2002, il cui titolo di copertina annunciava: "La sorpresa del riscaldamento globale, una nuova era glaciale", mentre il sottotitolo aggiungeva che "Gli oceanografi hanno scoperto un grande fiume d'acqua dolce nell'Atlantico, formato dallo scioglimento dei ghiacci polari. Avvertono che questo potrebbe presto seppellire la Corrente del Golfo, facendo sprofondare il Nord America e l'Europa in inverni polari".

Questo quasi due anni fa, e nessuno ha prestato ascolto. La vita continua, incurante del terribile pericolo incombente.


L'INGHILTERRA & SIR DAVID KING

Poi, nel Gennaio 2004, è arrivato Sir David King, capo dei consulenti scientifici del primo ministro inglese. Sir King è andato da Blair e gli ha parlato del disastro che incombe su tutto il mondo, dicendogli che era loro dovere dire a tutti cosa stava per accadere.

Tony Blair disse a Sir King di stare tranquillo e di non parlare. Ma Sir King sentiva che tutto questo era semplicemente troppo importante per non parlarne, e così nello stesso mese aggirò deliberatamente Blair e pubblicò un articolo sulla rivista americana Science in cui comunicava tutte le sue informazioni e preoccupazioni.

Nel suo articolo Sir King afferma: "Dal mio punto di vista, i cambiamenti climatici sono il problema più grave che dobbiamo affrontare oggi, più grave della stessa minaccia del terrorismo".
L'Inghilterra ha emesso una diffida nei confronti di Sir David King, ed ora egli non può nemmeno parlare in pubblico dell'argomento senza il rischio di essere arrestato.



AMERICA & PENTAGONO

Il mese successivo, Febbraio 2004, vede l'ingresso in scena del Pentagono, il che ha indotto il mondo ad entrare in azione.

Il Pentagono studia il Riscaldamento Globale da molti anni, per via dei possibili problemi di sicurezza nazionale associati al tipo di cambiamenti che potrebbero prodursi nel mondo in seguito al Riscaldamento Globale.

Uno studio speciale fu condotto da uno dei dipartimenti del Pentagono, l' Office of Net Assessment (Ufficio Valutazioni Nette), diretto da Andrew W. Marshall, 83 anni, che ha la responsabilità di identificare i rischi a lungo termine degli USA.

Marshall, in collaborazione con l'organizzazione statunistense Global Business Network, compilò le possibilità del Riscaldamento Globale ed i loro effetti sulla sicurezza nazionale degli USA. Lo studio fu completato nell'ottobre 2003 e consegnato al Pentagono, che considerava la questione dal punto d vista del peggiore scenario possibile. Il titolo è "Lo scenario di un improvviso cambiamento climatico e le sue implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Il testo andava ben al di là di quanto si aspettava la maggior parte degli esperti del Pentagono.

Rendendosi conto delle incredibili possibilità delineate da questo studio, Marshall prese la decisione di rendere pubblica la sua ricerca e altre informazioni a tutti gli americani. E, probabilmente a causa della posizione del presidente Bush sul Riscaldamento Globale - piuttosto negativa - decise di aggirare il presidente, e pubblicò le sue informazioni e preoccupazioni sulla rivista Fortune, il 9 febbraio 2004.

Nel suo articolo, Marshall spiega come le calotte polari che si stanno sciogliendo a nord e a sud, nonché i ghiacciai di tutto il mondo, sono composti di acqua dolce, e questa è la causa dell'imminente disastro climatico globale.

La Corrente del Golfo, che gli scienziati chiamano 'convettore termoalino nord atlantico', è una corrente d'acqua calda proveniente da Sud dell'Equatore, che scorre sulla superficie dell'oceano verso nord; quest'acqua calda evita che il Nord America e l'Europa Occidentale e Settentrionale si ghiaccino. Essa è anche responsabile dei modelli climatici mondiali che conosciamo.

Quando la Corrente del Golfo si raffredda, scende al fondo dell'oceano e va verso sud, dove si riscalda nuovamente e torna in superficie muovendosi ancora verso nord, in una corrente convettiva continua. Così facendo, disegna un gigantesco '8' tridimensionale.

Il motore che tiene in funzione questo flusso d'acqua calda si trova a nord, dove la Corrente del Golfo scende al fondo dell'oceano. E' la densità salina dell'oceano che causa l'inabissamento di questo fiume, e che "tira su" l'acqua calda dal sud.

Ora che le calotte polari si stanno sciogliendo, l'acqua dolce si sta riversando nell'Oceano Atlantico, la densità salina sta diminuendo, e la Corrente del Golfo non va più molto a fondo - il che risulta in un rallentamento di questa corrente. La Corrente del Golfo ha rallentato notevolmente il suo corso negli ultimi dieci anni.

Con il rallentamento della Corrente del Golfo, il calore non raggiunge più la regione nord atlantica, e i modelli climatici incominceranno a mutare, poiché la loro stabilità dipende da quel calore.


I POLI SI SCIOLGONO

L'Amministrazione Bush

Nel corso dell'amministrazione Bush, quando vi sono stati dibattiti sullo scioglimento dei ghiacci ai poli nord e sud, questo governo e le grandi corporazioni hanno sostenuto concordemente che gli scienziati di tutto il mondo sono in errore quando concludono che vi è un gran pericolo, e hanno indotto il pubblico americano a credere che non esista alcun problema.

Tuttavia, è stato su George W. Bush che si sono concentrati gli attacchi di Sir David King nel suo articolo su Science; i migliori scienziati del mondo - almeno 1.700, raccolti nella Union of Concerned Scientists (Unione degli Scienziati Preoccupati) - sostengono che, nel migliore dei casi, Bush è male informato.

Poiché il governo USA è responsabile del 25% dell'inquinamento da anidride carbonica nel mondo (che crea il Riscaldamento Globale), è assolutamente necessario discutere la politica di Bush sul Riscaldamento Globale. Forse uno dei migliori articoli che riassumono le posizioni di Bush è quello pubblicato dalla rivista Rolling Stone il 19 Maggio 2004, a firma di Tim Dickinson. Riportiamo qui di seguito, in corsivo, un brano tratto dal suo articolo.

Considerando l'imminenza della minaccia costituita dal Riscaldamento Globale, ci si potrebbe aspettare che perfino l'amministrazione Bush dichiari Guerra al Calore. Dopotutto, una delle promesse di Bush nella campagna elettorale del 2000 fu quella di "stabilire obiettivi di riduzione tassativi" per le emissioni di CO2, dichiarando che la questione avrebbe avuto priorità assoluta. Tuttavia, una volta diventato presidente, quella della riduzione delle emissioni di anidride carbonica è stata la prima promessa non mantenuta da Bush - e da allora ce ne sono state molte altre. Solo due mesi dopo essere entrata in carica, l'amministrazione si è ritirata dal Protocollo di Kyoto, il trattato globale che gli USA firmarono nel 1997 per stabilire rigidi limiti alle emissioni dei gas responsabili dell'effetto serra. Al suo posto, Bush istituì un piano di 'emissioni volontarie' che si è rivelato un fallimento totale: finora, soltanto 14 compagnie hanno dichiarato di voler ridurre le loro emissioni di CO2.

Il presidente trasformò inoltre il gruppo inter-agenzie che effettua il monitoraggio dei cambiamenti climatici in un Dipartimento del Commercio - affidandone la guida a Don Evans, ex amministratore di società petrolifere e del gas. Predispose inoltre ulteriori ricerche climatiche, che rimanderanno qualunque regolazione significativa per almeno altri dieci anni. In un discorso nel Rose Garden, Bush ha dichiarato: "Non sappiamo quanto potrà cambiare o cambierà il clima nel futuro". Affermazioni del genere hanno provocato la reazione di 20 premi Nobel, che in una lettera aperta hanno accusato senza mezzi termini l'amministrazione di aver "deliberatamente e cospicuamente inficiato" la comprensione pubblica del ruolo umano nel riscaldamento globale. (Il consigliere scientifico di Bush ha rifiutato di rilasciare un'intervista per quest'articolo)

Poi è arrivata la censura. Nel settembre 2002, la EPA, Environmental Protection Agency (Agenzia di Protezione Ambientale) ha reso pubblico un rapporto sulla qualità dell'aria che - per la prima volta dal 1996 - non comprendeva alcuna menzione del riscaldamento globale. Sette mesi dopo, la Casa Bianca effettuò una completa revisione del capitolo sui cambiamenti climatici del "Rapporto sull'Ambiente" dell'EPA, minimizzando l'influenza umana, cancellando i riferimenti all'impatto del riscaldamento globale sulla salute ed inserendo dati sul clima desunti da studi finanziati in parte dall' American Petroleum Institute. L'EPA rimosse poi il capitolo alterato, riconoscendo in un memorandum interno che "non rappresenta più in modo accurato il pensiero scientifico accettato sui cambiamenti climatici".

Perfino alcuni repubblicani sono rimasti sbalorditi dal pasticcio di Bush sulla faccenda dell'EPA. Russell Train, capo della stessa agenzia nelle Amministrazioni Nixon e Ford, ha dichiarato: "Sembra costantemente evidente che, con George W. Bush, l'EPA dovrebbe prendere ordini tassativi dalla Casa Bianca in materia di regolazioni. Ai miei tempi, non è mai successo." Train, che ricevette da Bush padre una Medaglia Presidenziale alla Libertà, definisce l'atteggiamento dell'attuale amministrazione nei confronti del riscaldamento globale "totalmente sbagliato" ed "irresponsabile".

Bush può contare su alcuni repubblicani di spicco che, nel Congresso, s'incaricano di bloccare ogni tentativo di ridurre le emissioni inquinanti ed evitare il disastro. Il senatore James Inhofe, consigliere del Environment and Public Works Committee (Commissione per l'Ambiente ed i Lavori Pubblici), liquida il riscaldamento globale come una 'bufala'. In un discorso tenuto nel luglio scorso, Inhofe ha paragonato l'IPCC ai Sovietici, tessendo le lodi di quello che ha definito 'un mondo rafforzato dall'anidride carbonica', ed ha concluso così: " Ho la fervida speranza che il Congresso respingerà i profeti di sventura che spacciano propaganda mascherata da scienza, in nome della salvazione del pianeta da un disastro catastrofico".

Da un altro punto di vista, nello stesso articolo si legge un'affermazione di Michael Oppenheimer, climatologo della Princeton University: "L'amministrazione Bush non ha un piano credibile, nazionale né internazionale, in merito al problema del riscaldamento globale. Dicono di non voler prendere una posizione sul riscaldamento globale perché - dicono - 'la scienza è incerta'. E' una posizione indifendibile, perché la scienza non è incerta."


Lo Scioglimento del Polo Nord

Guardiamo i fatti. Due anni fa, per la prima volta nella storia a noi nota, il Polo Nord si è completamente disciolto. Per la prima volta navi militari e private hanno potuto navigare direttamente sul polo, poiché c'era solo acqua. Di solito, in quell'area c'erano sempre stati almeno tre metri di solido ghiaccio.

Alcuni anni fa Greenpeace annunciò che la calotta polare perenne del Polo Nord era arretrata di circa 450 km, ma nessuno ha ascoltato.

Oggi, mentre scrivo quest'articolo, siamo testimoni degli incendi in Alaska, che hanno consumato più di un milione di acri di foresta. Fino ad oggi, quell'area era sempre stata coperta dalle piogge o dalla neve. Anche questi incendi sono legati direttamente allo scioglimento dei poli e alla Corrente del Golfo.

Ma alla fine il Pentagono ha dovuto - grazie ad Andrew Marshall - ammettere la verità: hanno reso pubbliche foto satellitari che ritraggono il Polo Nord nel 1970 e nel 2003, e che dimostrano come il 40% del Polo Nord si è disciolto in soli 33 anni - ed ora lo scioglimento procede ad un ritmo ancor più rapido. Il Pentagono ha provato che tutte quelle dichiarazioni del governo sui poli che non si stavano sciogliendo erano pure menzogne - più dannose di qualunque cosa la guerra di Bush all'Iraq possa provocare agli Stati Uniti.


Lo Scioglimento del Polo Sud

Un paio d'anni fa la placca denominata 'Larsen A' si è staccata dalla calotta del Polo Sud, con grande stupore di molti scienziati. All'epoca il personale scientifico che conduceva gli studi su quest'evento affermò che non si trattava di qualcosa di veramente rilevante, poiché questo lembo di ghiaccio era stato parte del Polo Sud soltanto negli ultimi 10.000 anni.

Quegli stessi scienziati aggiunsero che invece la placca 'Larsen B', che si trovava dietro 'Larsen A', non si sarebbe mai sciolta, in quanto era rimasta lì per molte ere glaciali. E tuttavia l'anno scorso 'Larsen B' si è staccata e ha preso il largo. Sempre loro affermarono che ci sarebbero voluti sei mesi per sciogliere quell'immensa massa di ghiaccio, ma ancora una volta erano in errore: sono bastati 35 giorni, e - cosa più importante - il livello degli oceani in tutto il mondo è aumentato di circa 3 cm.

Ora che la placca 'Larsen B' non c'è più, resta esposta un'enorme massa di ghiaccio detta 'Placca di Ross', e l'unica cosa che la tratteneva dallo scivolare nell'oceano era proprio 'Larsen B'. Secondo le mie fonti, nella Placca di Ross si stanno producendo varie crepe.

Se anche lei scivolerà nell'oceano, si prevede che il livello degli oceani di tutto il mondo crescerà dai 5 ai 7 metri. Questo, amici miei, cambierebbe il mondo: quasi tutte le città costiere del mondo, molte isole e tutta l'Olanda sarebbero sommerse. Forse ci vuole un evento di questo tipo per risvegliare il mondo e prendere sul serio il Riscaldamento Globale.


NEL PASSATO

Anno 1300

Il Pentagono, nel suo studio su quello che sta accadendo nel nord dell'Oceano Atlantico, ha condotto una ricerca sul passato, per vedere quando si è verificato in precedenza questo rallentamento o arresto della Corrente del Golfo, e cosa è successo nei cambiamenti climatici del mondo a quei tempi.

In realtà un tale rallentamento o arresto della corrente nel Nord Atlantico è già successo centinaia di volte in passato, milioni d'anni fa; ma nel passato recente, gli ultimi 10.000 anni, è successo soltanto due volte.

L'ultima volta è stato nell'anno 1300 d.C, e allora si trattò di un semplice rallentamento - non si fermò. Gli scienziati dibattono sul perché di quel rallentamento - non sanno veramente perché è successo.

I repentini cambiamenti climatici globali che seguirono non tornarono alla normalità prima di 550 anni. Questo periodo di tempo della nostra storia è denominato 'Piccola Era Glaciale' per via dello sconvolgimento che determinò nel nostro clima e per il freddo intenso che ne risultò.

Al Pentagono si sono resi conto che all'epoca della 'Piccola Era Glaciale' la costa est del Nord America divenne estremamente fredda, e le aree centrali ed occidentali degli Stati Uniti divennero talmente secche e aride da trasformare il 'Midwest' americano in un'enorme piana polverosa, mentre le foreste montane bruciavano - esattamente come sta accadendo oggi… Poiché ai nostri giorni il rallentamento della Corrente del Golfo è già in atto da più di 10 anni. Il clima cambiò radicalmente anche in Europa durante questa 'Piccola Era Glaciale'.

Lo studio degli Indiani Anasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente - e nessuno sa con precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli Anasazi ad abbandonare l'area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l'area di Chaco Canyon fu colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia d'acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo chiunque ad abbandonare l'area in questione: niente acqua, niente vita.

Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto diventa chiaro. Questo è esattamente ciò che il Pentagono pensa che succederà all'America, al Canada e all'Europa.

Noi oggi crediamo che l'attuale siccità dell'occidente degli USA avrà termine presto, ma la storia della Terra e della Corrente del Golfo suggerisce invece che potrebbe durare altri 40 anni prima che si possa tornare ad un certo equilibrio.


8.200 Anni Fa

In realtà il rapporto del Pentagono induce a credere che la Corrente del Golfo - per quello che ne sanno loro - stavolta non avrà un semplice rallentamento, ma piuttosto si arresterà. L'ultima volta che questo è successo è stato 8.200 anni fa.

Sempre stando ai risultati della ricerca del Pentagono, questo sarebbe uno scenario ben più drammatico. Quando, 8.200 anni fa, la Corrente del Golfo si fermò, in breve tempo l'Europa fu ricoperta da circa 750 m di ghiaccio, mentre l'Inghilterra e New York si ritrovarono con un clima simile a quello della Siberia oggi.

Ne seguì una vera e propria 'Era Glaciale' che durò circa 100 anni - vedete perché il Pentagono è preoccupato… Sia Andrew Marshall che Sir David King sostengono che questo problema della Corrente del Golfo è, per la sicurezza nazionale degli USA (e di altri Paesi), una minaccia più grave di quella rappresentata da tutto il terrorismo mondiale messo insieme. Davvero, se ci pensiamo, il terrorismo non è nulla, in confronto all'arresto della Corrente del Golfo. Non si può neanche pensare di fare un paragone.

E' evidente che, senza condizioni climatiche stabili, agricoltura e allevamento diventano quasi impossibili; secondo il Pentagono, nel prossimo futuro questo problema potrebbe divenire talmente serio che potranno aver luogo guerre non per il petrolio o l'energia, ma per il cibo e l'acqua.

La minaccia maggiore per la sicurezza nazionale sarebbe rappresentata - sempre secondo il rapporto del Pentagono - dall'enorme flusso di immigrazione proveniente da quei Paesi come Finlandia, Svezia, Danimarca, che finirebbero ricoperti dai ghiacci, ed andrebbero evacuati, nonché da altre nazioni, che si spopolerebbero per altre ragioni.

E' per questo che Andrew Marshall e Sir David King volevano che il mondo sapesse la verità su quanto sta per succedere, in modo da potersi preparare per l'inevitabile.


IL SENATO USA

Nel marzo 2004 il Senato USA, messo al corrente dello studio del Pentagono, ha destinato fondi per 60 milioni di dollari alla ricerca sui CAMBIAMENTI IMPROVVISI DEL CLIMA GLOBALE. Questo ci lascia un po' di speranza - che presto il Senato USA incomincerà a dire a tutto il mondo quali cambiamenti climatici stanno per accadere.


LE NAZIONI UNITE

Il 29 Giugno 2004 si è concluso un incontro dell'ONU per discutere cosa fare a riguardo del Riscaldamento Globale e della Corrente del Golfo, cui hanno partecipato 154 nazioni. Il risultato è stato che l'unica cosa su cui sono riusciti a raggiungere un accordo è che bisogna eliminare l'uso di petrolio e benzina al più presto possibile. C'è gente che crede che, se continuiamo ad abbassare il livello delle emissioni di CO2, i problemi potranno diminuire, ed è certamente importante fare tutto ciò che possiamo. E' altrettanto importante comprendere che vi sono correnti oceaniche - diverse da quella nord atlantica - in ogni oceano; se tutte quante subissero un rallentamento o un arresto, la Terra entrerebbe senza alcun dubbio in una nuova Era Glaciale, e la Storia ci mostra che, se questo accadrà, la nostra civiltà non tornerà ad un clima temperato prima di circa 90.000 anni.

In realtà, indurre dei cambiamenti nelle correnti di tutto l'Oceano Atlantico (cambiarle, o aumentarle) per riportarle alla 'normalità' è al di là delle possibilità della razza umana e delle sue tecnologie. E' troppo tardi - secondo le previsioni della maggioranza degli scienziati mondiali - per cambiare il corso di ciò che ha già incominciato a succedere. Tutto ciò che possiamo fare ora è prepararci allo shock - ed il messaggio principale di Andrew Marshall e Sir David King è che la preparazione è essenziale.


LA NASA SI PREPARA

Il 13 Luglio 2004 la NASA ha lanciato in orbita un satellite - il primo di una serie di tre - il cui unico scopo è lo studio del Riscaldamento Globale. Oltre a studiare lo strato di ozono - altro enorme problema associato al Riscaldamento Globale - questo satellite effettuerà il monitoraggio della temperatura e della densità salina degli oceani. Forse riusciremo almeno a monitorare i rapidi cambiamenti e a predire ciò che potrà succedere a breve termine.


ALCUNI CAMBIAMENTI CLIMATICI INUSUALI VERIFICATISI DA QUANDO LA CORRENTE DEL GOLFO HA INIZIATO A RALLENTARE

Nel Marzo 2004 il mondo ha visto un grande uragano abbattersi sulla costa del Brasile. In tutta la storia, a memoria d'uomo, non era mai accaduto prima che un uragano si abbattesse sul Sud America continentale.
Nel Maggio 2004 gli USA hanno polverizzato ogni record di tornado in un solo mese: se ne contarono 562. Di questi, alcuni a Seattle - dove non se n'erano mai visti prima.

L'inverno 2003/04 è stato uno dei più rigidi della storia nel Canada orientale.
Da parecchi anni gli incendi distruggono le foreste di tutto il mondo - l'elenco sarebbe troppo lungo. L'Australia settentrionale sta bruciando, come l'Alaska - cose senza precedenti!

Tutto l'ovest degli USA è in prede alle fiamme, che si propagano di regione in regione, e il governo ha annunciato che questa è la peggiore siccità degli ultimi 500 anni. In realtà tutto il mondo è in fiamme.

L'Europa - in particolare la Francia - ha avuto nel 2004 un'ondata di caldo che è costata la vita a 15.000 persone nella sola Francia, e 30.000 in tutta Europa; e tutto questo è dovuto semplicemente all'intenso calore generato dal Riscaldamento Globale e dalla Corrente del Golfo.

Nel Luglio 2004 l'Argentina è stata travolta dalla peggiore tempesta della sua storia.

Il clima in Messico è talmente strano che in alcune zone si sono formati funghi e muffe sui raccolti - mentre in altre aree c'è siccità. Nella misura in cui i cambiamenti climatici inizieranno a succedersi rapidamente e radicalmente, la produzione di cibo diventerà il nostro più grande problema.

Le barriere coralline del mondo stanno morendo a causa del Riscaldamento Globale, e questo costituisce una seria minaccia per la maggior parte delle isole negli oceani, tra cui quelle del Pacifico. Probabilmente tutti coloro che vivono su un'isola dovranno presto abbandonarla, a causa dell'acqua marina salata che inquinerà le riserve d'acqua dolce. Di sicuro dovranno abbandonarle se il livello degli oceani salirà sensibilmente.

Oggi, 16 Luglio 2004, NPR dichiara che il 50% delle emissioni di CO2 immesse nell'atmosfera dalla nostra società tecnologica finisce negli oceani, e questo determina una diminuzione del PH fino a valori acidi. Ciò a sua volta concorre alla distruzione delle barriere coralline e alla scomparsa di un gran numero di altre forme di vita negli oceani.

E questa è solo la punta dell'iceberg. Se volessimo fare veramente sul serio e metterci a studiare tutte le bizzarrie del clima degli ultimi dieci anni (a partire dal rallentamento della Corrente del Golfo) incominceremmo a renderci conto per davvero dei radicali cambiamenti climatici globali a cui dovremo adattarci - se vogliamo che l'umanità continui a vivere sulla Terra.


IL MURO DI 13 METRI

Nel rapporto del Pentagono si raccomanda che gli Stati Uniti costruiscano un muro dell'altezza di circa 13 metri intorno a tutto il Paese, per tenere fuori coloro che vorrebbero immigrare, nel tentativo di sfuggire ai problemi climatici mondiali. Il Pentagono ritiene che i problemi più grossi saranno il cibo e l'acqua, e poiché gli USA hanno il denaro per acquistare cibo, pensano che riusciremo a far fronte a questo specifico problema più a lungo della maggior parte delle altre nazioni. La gente vorrà venire qui semplicemente per avere qualcosa da mangiare.

Se questo vi sembra qualcosa che andrebbe bene per un film apocalittico, sappiate che, di fatto, il governo degli USA ha già dato inizio alla costruzione di un tale muro al confine con il Messico.

Nota: parlando di film, il recente 'The Day After Tomorrow' è basato sulle informazioni relative all'arresto della Corrente del Golfo. A Hollywood hanno talmente esagerato la portata distruttiva delle tempeste, che la gente ha creduto che si trattasse di pura fantasia. Non è fantasia, sta succedendo realmente, ma… succederà nel modo prefigurato dal film? Nel film si vedono milioni da americani che scappano in Messico per sfuggire al clima troppo freddo.

Due settimane fa ho parlato con un funzionario militare USA coinvolto nella costruzione di questo muro di 13 metri. Durante la nostra discussione sulla Corrente del Golfo, di cui lui non sapeva niente, ad un certo punto ha detto: "Oh, ora capisco. Vedi, il muro è liscio ed invalicabile dal lato messicano, ma dal lato statunitense presenta scale e gradini che consentono di salirci su e passare in Messico. Non riuscivo a capire perché il governo stesse facendo questo."


IL CAMBIAMENTO DI FORMA DELLA CORRENTE DEL GOLFO

Nel suo rapporto, il Pentagono afferma che l'arresto della Corrente del Golfo si verificherà probabilmente nell'arco di 3-5 anni a partire dall'Ottobre 2003. Questa almeno è la loro opinione, ed essi stessi ammettono che è solo una teoria.

Ciò che ancora non sapevano - poiché era qualcosa che stava succedendo all'epoca in cui pubblicavano il rapporto - è che la Corrente del Golfo sta iniziando a cambiare forma. Questo è il segnale dell'inizio del processo di arresto di questa corrente d'acqua calda - e della fine della nostra civiltà, così come la conosciamo.

Queste informazioni provengono da due fonti, due famosi scienziati di fama mondiale, che però in questa fase preferiscono mantenere l'anonimato.

Se questo è vero, allora tutti gli effetti ed i tempi di cui parla il Pentagono nel suo rapporto vanno anticipati nel tempo, diciamo da 3 a 5 anni.

Non so se questo è vero, ma poiché non bisogna nascondere nulla, l'informazione è stata inclusa in questo articolo. Se riceverò le prove, le pubblicherò.


DAL MIO CUORE AL VOSTRO

Nel venire a conoscenza di queste informazioni, non sapevo se avrei dovuto scrivere o meno quest'articolo. Ma poiché credo nell'amore e nell'umanità, alla fine ho compreso - come Sir David King ed Andrew Marshall - che dovevo parlare, perché la conoscenza è potere.

E quando arriva per tutti noi il momento di prendere decisioni di vitale importanza, la mia preghiera è che possiamo andare tutti in quel luogo interiore dove Dio risiede ed ascolta il nostro Cuore. Se abbiamo fede in noi stessi e nella presenza di una Guida Divina, sapremo tutti esattamente cosa fare e dove essere.

Possa Dio benedirci tutti per ciò che verrà.

E-cubo: una trasmissione televisiva di Giovanni Minoli

Ieri notte Rai_Educational, fa partire un programma che si chiama E-cubo:
notizie sconcertanti escono da quel programma: l'amministrazione di Bush manipola le informazioni degli scenziati che si occupano di cambiamenti climatici per insinuare il dubbio sull'effetto che ha l'uomo sull'ambiente.

Vi chiederete come?

Dal New York Times:
[continua...]
Mr. Cooney's alterations can cause clear shifts in meaning. For example, a sentence in the October 2002 draft of "Our Changing Planet" originally read, "Many scientific observations indicate that the Earth is undergoing a period of relatively rapid change." In a neat, compact hand, Mr. Cooney modified the sentence to read, "Many scientific observations point to the conclusion that the Earth may be undergoing a period of relatively rapid change."
[continua...]

provo a tradurre...
Cooney modifica : la terra sta rapidamente cambiando il clima in troppo breve tempo
IN
molte osservazioni scientifiche concludono che la terra POTREBBE andare a un periodo di relativamente rapido cambiamento climatico"....

Questa è manipolazione dell'informazione!

Sempre dal Times
Un'immagine di un documento editato:


Intanto i ghiacci si sciolgono... nel precedente post vi ho informato che i livelli dei mari sono saliti di 3 cm... si apre la rotta a NORD OVEST ( ci dovrebbero essere per lo meno 200 metri di ghiaccio millenari... dovrebbero)... Questa è sicuramente una bella notizia per gli uomini dell'oro nero... visto che i piu' grossi giacimenti di petrolio sono proprio al polo.

Ho visto su E-cubo le varie intervista o meglio interrogazione parlamentare a Cooney che dopo un po di ricerca ho trovato su YOUTUBE. Purtroppo è in Inglese, ma anche per chi non ne mastica tanto riesce a fare capire quanto questa persona è colpevole di manipolazione dell'informazione....



L'amministrazione Bush non ha rispettato il suo programma che aveva come priorità il Global Warming ( riscaldamento Globale ). Ha fatto invece tutto l'opposto:
Ricordo da E-cubo su questo video, che ha gentilmente tradotto le frasi che si dicevano Cooney e il suo interlocutore che :
L'amministrazione bush ha incentivato la produzione di petrolio con diminuzione tasse alle lobby del petrolio, e aumento agevolazioni fiscali.... hanno persino istituito un programma per la costruzione di veicoli con consumi energetici spropositati...

Mi chiedo ma gli Americani cosa pensano di tutto questo?

Ah... vi ricordo che al confine con il Messico stanno costruendo un muro... liscio dal lato del messico... con le scale dall'altro.

lunedì 22 ottobre 2007

giovedì 18 ottobre 2007

mercoledì 17 ottobre 2007

Visitare GÜSSING

Da La Repubblica :
GÜSSING - La città dell'utopia è arrampicata sulle colline del Burgerland, nell'Austria più profonda, ai confini con l'Ungheria, tra campi di mais e foreste di pini. Si chiama Güssing, ha quattromila abitanti e un profeta: Rheinard Koch, 46 anni, un ingegnere alto due metri e quattro che giocava a basket nella nazionale austriaca e che ha realizzato il sogno di trasformare il paese dove è nato in un'isola pulita che produce da sé, con quello che la natura gli mette a disposizione, tutta l'energia di cui ha bisogno. Il sole, il legno, il mais, i grassi vegetali, i rifiuti, a Güssing si trasformano in riscaldamento, elettricità, gas, carburante per le auto. Dice Koch: "Certo che è un sistema perfetto, ed è per questo che le grandi lobby non lo vogliono. Parliamo di molti soldi, e molti soldi vuol dire molto potere. Se ogni comunità facesse come noi, quel potere verrebbe meno".

L'uso dell'energia alternativa ha permesso alla città di ridurre del 90% le emissioni di biossido di carbonio e di guadagnare ogni anno, dalla vendita alla rete nazionale del surplus energetico, 500 mila euro che vengono reinvestiti in nuovi progetti. Dal '95 ad oggi, le emissioni sono state ridotte del 93% mentre la città svedese che ha vinto il premio per la Sustainable Community, Vaxjo, ha tagliato i veleni nell'aria del 25% negli ultimi dieci anni. E Al Gore ha auspicato una riduzione del 90% entro il 2050.

In Europastrasse, là dove ha la sua sede il Centro Europeo di Energia Rinnovabile, hanno dovuto costruire anche un albergo, il Com Inn, per le comitive che arrivano da tutto il mondo: dall'Ocse di Vienna, con i cinquanta diplomatici guidati dal direttore degli affari economici Bernard Snoy, agli scienziati giapponesi; dai ricercatori del Canada alle comitive di contadini scozzesi, quasi 5.000 visitatori solo l'anno scorso. "Questa città - dicono - ha saputo coniugare la crescita economica con la sostenibilità ambientale". Aggiunge Peter Vadasz, un ex professore che ora è sindaco: "Non avremmo mai sognato di raggiungere simili risultati: la montagna di denaro che prima lasciava la città, adesso rimane qui".

È una storia che comincia nel 1989, quando Güssing era solo la capitale di una delle regioni più povere del paese. Non c'era altro che lavorare nei campi e il 70% della popolazione era costretta ad emigrare. Anche Koch aveva dovuto andare a Vienna, finché Herr Krammer, il sindaco di allora, pensò di offrirgli un posto come tecnico comunale. Racconta Koch: "Ci siamo chiesti che cosa si poteva fare per creare lavoro e ricchezza. E per prima cosa abbiamo realizzato che qui c'erano molti soldi: tutti quelli che la gente doveva spendere per procurarsi energia. Erano 36 milioni l'anno per la regione, 6 per Güssing. E così abbiamo pensato di creare da noi l'energia, sfruttando le nostre risorse".

Quei soldi sono rimasti nella zona e hanno creato lavoro. Negli ultimi dieci anni sono nate 60 aziende per 1.200 posti di lavoro. "Abbiamo scalato la classifica della povertà e siamo diventati i primi produttori al mondo di gas naturale". Ora Güssing è completamente autosufficiente. Negli otto diversi impianti produce 22 megawattora di energia l'anno, compresi 8 megawatt di surplus che vende. Contro la sagoma del vecchio castello della nobiltà ungherese che è il simbolo del paese, si stagliano adesso montagne di segatura e cattedrali di tubi. Verena, i capelli dritti in testa per il gel, lavora in un altro dei nuovi alberghi: "Sì, adesso vengono un sacco di persone, pare che tutti siano curiosi di sapere come abbiamo fatto". E Ullriche, che va a far la spesa con il cesto di vimini: "Questa era una città morta, adesso cercano sempre nuovo personale".

Il paese dell'eco-energia è cambiato: ci sono le case pastello con i tetti spioventi e i nidi di cicogna, ma anche le palazzine con le parabole sui balconi. Il Rathaus, il municipio, ha la scritta gotica e la facciata di pietra tirata a lucido e per le strade viaggiano i Renault Traffic della Biomasse Fernheizwerk Güssing. "La cosa più difficile - spiega Koch - è stata quella di convincere la gente che la nostra energia era buona come quella delle multinazionali". Ma la gente si è convinta e l'energia costa dal 30 al 40% in meno che nel resto del Paese. Al festival del teatro, quest'estate, hanno messo in cartellone il Don Chisciotte. Proprio come Koch, l'ingegnere che è diventato ricco facendo prima diventare ricco il suo paese. "Dice che sono un visionario? Sì, forse. Ma le mie visioni sono diventate realtà".



Ecco.. che cosa mi piacerebbe fare un giorno: visitare GÜSSING!

lunedì 15 ottobre 2007

Ah... però...
Da ANSA.it

Chiesti 8 anni per Cuffaro
PALERMO - La condanna a otto anni di reclusione nei confronti del presidente della Regione Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento a Cosa Nostra e rivelazione di notizie riservate, è stata chiesta dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, a conclusione della requisitoria nel processo alle cosi dette talpe della Ddda.

I pm hanno poi chiesto la condanna a 18 anni per il manager della sanità privata Michele Aiello, che deve rispondere di associazione mafiosa; nove anni per il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa; cinque anni per il radiologo Aldo Carcione, imputato di concorso in rivelazioni di segreto d'ufficio.

Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha infine avanzato le richieste anche nei confronti degli imputati minori del processo: 4 anni per l'ex segretario della Procura Antonella Buttitta; un anno e quattro mesi per Roberto Rotondo; 3 anni e sei mesi per Giacomo Venezia; 5 anni e mille euro di multa per Michele Giambruno; 4 anni e sei mesi per Domenico Oliveri; nove mesi per Salvatore Presitigiacomo; due anni per Adriana La Barbera e Angelo Calaciura; 5 anni e mille euro di multa per Lorenzo Iannì.

Pene pecuniarie sono state invocate per le società Atm (1 milione e 549 mila euro) e per la Diagnostica per immagini (un milione di euro).

venerdì 12 ottobre 2007

Volare.... fa rima con pagare!

http://www.spreconi.it/2007/10/voli-blu-e-vira.html

Voli blu e virate a destra. Un vizio da 300 milioni di euro

Il vizietto dei voli blu è bipartisan, con pesanti virate a destra. Prima dell'Airbus da Gran Premio di Mastella e Rutelli, prima del Falcon in stile famiglia abruzzese di Marini e delle premiere alate di Bertinotti, gli anni della Casa delle libertà per le squadriglie di Stato sono stati logoranti. «Le limitate risorse di velivoli e di personale sono sottoposte ormai da lungo tempo a un carico di lavoro che non è ulteriormente sopportabile», recita il documento di Palazzo Chigi sui voli di stato redatto nel settembre 2006. Nel corso dei due anni precedenti 11 tra Falcon e Airbus più una decina di Piaggio 180 dell'Aeronautica hanno consumato i motori. C’erano poi i viaggi con i cinque Falcon della Cai, la compagnia degli 007. E come se non bastassero le flotte di Stato, si sono noleggiati pacchetti viaggio da Eurofly e dalla squadriglia vip
dell’Eni. Infine si è persino ricorso eccezionalmente ai Piaggio in dotazione a Esercito, Protezione civile e Finanza. La campagna elettorale del 2006 sarà ricordata come un incubo negli hangar di Ciampino, con tripli turni di piloti e tecnici per far fronte alle telefonate di Palazzo Chigi. Gettonatissima la rotta Roma-Olbia, per i frequenti soggiorni sardi del premier Silvio Berlusconi e del suo nutrito entourage. È durante questi spostamenti che il Cavaliere ha apprezzato le comodità dell’Airbus presidenziale,
con salottini e zona letto silenziata. Un lusso di cui ha sentito la mancanza dopo la sconfitta elettorale, correndo subito ai ripari: ha acquistato un Airbus 319 CJ personale. Non uno a caso, ma lo stesso di Eurofly che veniva affittato a spese del contribuente negli anni del governo.Di sicuro, la bolletta finale dei voli di Stato è scioccante. Nel quinquennio del Cavaliere d’alta quota sono stati bruciati oltre
200 milioni solo per i jet dell’Aeronautica. A questi vanno aggiunti 4 milioni per il noleggio degli aerei
di Eni ed Eurofly, una quindicina di milioni per quelli dei servizi segreti e qualche manciata di milioni per le “Ferrari dei cieli” della Piaggio destinate alle escursioni dei sottosegretari.
Nell’epoca Prodi si sostiene di avere frenato i decolli nel secondo semestre 2006 e tagliato ancora
quest’anno: il conto del 2007 dovrebbe essere di “soli” 28 milioni. Poco, rispetto ai 52 di tre anni fa.
Ma alla fine in sette anni dalle tasche degli italiani voleranno via 300 milioni.
“Nel blu dipinto di blu, felici di stare lassù”

Scritto il 08/10/07 alle 23:51 | Permalink

lunedì 8 ottobre 2007

Il cellulare è pericoloso per la nostra salute

Dal corriere della sera


Cervello a rischio tumori con il cellulare
Secondo i professori Hardell e Hansson Mild utilizzare il telefonino per dieci anni fa salire la possibilità di ammalarsi

(Reuters)
LONDRA (Gran Bretagna) - Usare il cellulare per più di 10 anni aumenterebbe il rischio di ammalarsi di tumore al cervello. Lo sostiene un studio svedese, opera di due eminenti professori – Lennart Hardell dell’Università di Orebro e Kjell Hansson Mild dell’Umea University – che contraddice così le ultime ricerche ufficiali, che negavano un nesso fra i telefonini mobili e il cancro. Stando ai nuovi risultati, invece, le persone che usano il cellulare da un decennio o più, anche solo per un’ora al giorno, hanno il doppio di possibilità di sviluppare un tumore nel lato del cervello dove di solito appoggiano il dispositivo.

INDEPENDENT- «E’ necessaria una grande attenzione nell’uso del telefonino – avvertono gli scienziati nella relazione pubblicata dalla rivista Occupational Enviromental Medicine – e soprattutto i bambini, che sono particolarmente vulnerabili, dovrebbero essere scoraggiati dall’utilizzarlo». A quanto sostiene l’Independent, che ha riportato lo studio, i risultati sarebbero tanto importanti quanto preoccupanti, perché mettono insieme ricerche su persone che hanno usato il cellulare per un tempo abbastanza lungo da poter contrarre la malattia. Finora, infatti, le rassicurazioni ufficiali sulla sicurezza dei cellulari si basavano su ricerche compiute, nella migliore delle ipotesi, su un campione ristretto, ma il cancro impiega almeno 10 anni per svilupparsi, quindi questi studi erano giocoforza parziali.

STUDI PRECEDENTI - Il mese scorso, una ricerca inglese sulla sicurezza dei dispositivi promossa dalla Mobile Telecommunication and Health Research (MTHR) e costata quasi 9 milioni di sterline (circa 13 milioni di euro), era arrivata alla conclusione che i cellulari «non potevano essere associati a danni biologici». Ma il presidente della MTHR, il professor Latrie Challis, aveva ammesso che solo una piccola parte dello studio aveva riguardato gente che usava il cellulare da più di un decennio e aveva annunciato la necessità di nuove ricerche, più complete, per un risultato il più possibile certo. «Non possiamo escludere la possibilità che il cancro possa apparire nel giro di pochi anni - aveva avvertito lo scienziato – perchè la nostra ricerca ha scoperto qualche timido accenno nelle persone che sono state esposte alle radiazioni per oltre un decennio».

RISCHI PER IL CERVELLO - I due luminari svedesi hanno, invece, riunito i risultati di 11 precedenti studi svolti in Svezia, Danimarca, Finlandia, Giappone, Germania, Stati Uniti e Inghilterra, che ribadivano l’aumento del rischio di sviluppare il cancro, soprattutto nel lato di cervello dove la gente è solita appoggiare il telefono. Cinque dei sei studi sui «gliomi», tumori delle cellule che proteggono quelle nervose, avevano confermato il potenziale pericolo, mentre quattro relazioni su cinque avevano rilevato la presenza di neuromi acustici, forme tumorali benigne ma spesso causa di invalidità come la sordità. I due svedesi hanno così raccolto i risultati per analizzarli nel loro complesso e hanno perciò stabilito che le persone che usano il telefonino da un decennio o più hanno il 20% in più di possibilità di contrarre una patologia come il neuroma acustico e il 30% in più di sviluppare un glioma maligno. E il rischio sarebbe ancora più grande dal lato della testa su cui appoggia il cellulare: più che triplicato nel primo caso, addirittura quintuplicato nel secondo. «Queste valutazioni danno un campione esauriente per valutare i rischi di aumento di neuromi e glomi – hanno sottolineato Hardell e Mild - . Non solo. In base a questi risultati, non si possono nemmeno escludere la presenza di altre forme di tumore al cervello».

CORDLESS - Lo studio svedese ha interessato anche i cordless e pure in questo caso si è registrato un aumento di entrambe le patologie. In altre parole, usando un cellulare o un telefono senza fili per 2000 ore – ovvero, meno di un’ora al giorno per 10 anni – vi sarebbe un rischio concreto di ammalarsi. «Penso che sia davvero strano vedere così tante ricerche ufficiali che dicono che non ci sono rischi – ha spiegato il professor Mild al giornale inglese – perché ci sono precise indicazioni sul fatto che qualcosa succede dopo i dieci anni».
(Emmevi)
Non a caso, il luminare utilizza il cellulare il meno possibile e consiglia di farlo sempre e comunque con i dispositivi vivavoce e di evitare le telefonate chilometriche, preferendo in questo caso gli apparecchi fissi. Grande attenzione poi con i bambini, ai quali i cellulari dovrebbero essere tassativamente proibiti. Il professore riconosce comunque come il numero di radiazioni emesse dai telefoni di ultima generazione sia notevolmente diminuito rispetto al primo dispositivo apparso sul mercato una decina di anni fa, ma la sua raccomandazione è di preferire modelli a bassa radiazione, visto soprattutto il proliferare del Wi-Fi, che emette raggi altrettanto pericolosi, seppur in misura minore rispetto ai telefonini.

PARERI CONTRASTANTI - Stando alla Health Protection Agency inglese, questo studio svedese sarebbe «molto indicativo», pur ammettendo che i risultati «non si possono considerare ancora definitivi», mentre l’associazione degli operatori di telefonia mobile (Mobile Operators Association) rileva come non ci siano nuovi dati certi sui rischi per la salute, ma concorda sul fatto che siano necessari nuovi studi. Nel frattempo, gli scienziati hanno chiesto anche una revisione degli standard di emissione dei telefoni mobili e di altre fonti radioattive che loro stessi descrivono come «inappropriate» e «non sicure».

Simona Marchetti
08 ottobre 2007

India: statistica indipendente indica 18.000 suicidi di contadini

Apprendo solo adesso... questa situazione è veramente allarmante... che in India circa 18.000 contadini si suicidano per aver contratto forti debiti con le banche...
Il governo indiano non riesce a fermare questo fenomeno... perchè? Si stanziano aiuti... ma questo non ferma questo preoccupante fenomeno... perchè?

Leggendo qua e la... scopro che è probabile che ci siano sotto gli OGM. I contadini piantano gli OGM spinti dal fatto che una pianta OGM produce di più. Purtroppo non ci sono test ne approfondimenti sull'effetto che possono avere queste piante sul terreno, sull'aqua sugli animali.... sulla reazione di queste piante ai pesticidi... o almeno i contadini Indiani secondo la fonte http://www.anandaday.it/pr01.htm hanno scoperto a loro spese l'effetto. Desertificazione dei loro campi... avvelenamento da cibo transgenico... malattie da cibo transgenico.... e quant'altro...

La cosa piu' divertente è che... nessuna televisione ne parla...

Greenpeace Italia si sta occupando attivamente da molti anni degli Ogm... vedro' di informarmi in merito... e scrivere qualche post informativo qui

Inceneriamo i medici ?!?

http://www.beppegrillo.it/immagini/Lettera_inceneritori.pdf

Incenritori: L'ordine dei medici in emilia romagna denuncia il grave, gravissimo impatto sulla salute a causa degli inceneritori ( vedi nano particelle ).... e allora che fanno i nostri cari politici? LI DENUNCIANO!

Le ragioni dell'aragosta di Sabrina Guzzanti

Ho beccato sul blog di B. Grillo questo bel video della guzzanti.



Che ne pensate?

sabato 6 ottobre 2007

Birmania : Allineati e Schiacciati

http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/esteri/birmania-2/foto-schock/foto-schock.html

BANGKOK - "Le notizie e le immagini dei media hanno mostrato al mondo il vero volto dei militari killer birmani. Ma ora che le manifestazioni sono state represse, le notizie censurate e le macchine fotografiche vietate, non crediate che le uccisioni e le torture siano finite...". La lettera che accompagna una delle più scioccanti foto uscite dal Paese Prigione dei generali ci è stata recapitata da un giornalista birmano del quale per ovvie ragioni non riferiremo il nome. Anche a noi è ignoto il luogo dove l'immagine sia stata scattata, sebbene la fonte sia attendibile come il contenuto della denuncia, dove si torna a parlare delle fosse comuni di cui ha raccontato un ex ufficiale disertore, Hla Win, oggi sotto la protezione dell'ambasciata norvegese di Bangkok, che svelò nei giorni scorsi "migliaia di corpi seppelliti nella giungla".

Nel gelido clima di terrore seguito agli arresti di massa di civili e monaci, i tradizionali cortei mattutini dei religiosi per la questua rituale sono letteralmente quasi scomparsi dalle strade e nessuno si azzarda più a sfidare i soldati armati piazzati agli angoli degli incroci principali. A dar voce alle urla dal silenzio di questo paese imbavagliato dalla censura non restano che foto come questa e le dichiarazioni di testimoni autorevoli come Shari Villarosa, responsabile dell'ambasciata statunitense a Rangoon. "Da ciò che sappiamo la polizia militare a bordo di camion sta viaggiando attorno alla città nel mezzo della notte, entra nelle case e porta via la gente...", ha detto.
È ciò che sostiene anche l'autore della lettera alla quale è stata accompagnata l'immagine di almeno due uomini schiacciati sotto le ruote di un camion, ripresa evidentemente di notte con un flash. "Dopo aver torturato la gente e gli studenti nelle Unità investigative - è scritto nel testo in birmano - i bestiali uomini dell'Intelligence li gettano sui cassoni dei camion nel mezzo della notte e li portano via in strade segrete, lontano dagli occhi di tutti. Una volta giunti sul posto le persone e gli studenti che sono moribondi (ma ancora vivi) sono scaricati sul terreno come carcasse, allineati sulla strada sotto autotreni a dieci ruote e schiacciati".

Di fronte a tanta atrocità resta pur sempre il dubbio che questa e le altre numerose testimonianze sulle violenze contro centinaia di monaci e civili picchiati, denudati e spesso uccisi (come documentò un'altra terribile immagine di un religioso riverso nel fiume Yangon trasmessa dalla Abc) siano state forzate dagli esponenti del dissenso e accompagnate da ricostruzioni fotografiche ad hoc. Ma anche l'uccisione del fotoreporter giapponese Kenji Nagai fu attribuita dalle autorità birmane a un proiettile vagante prima che un video mostrasse l'immagine della sua uccisione a freddo da parte di un soldato.

Del resto nel 1988 e nel 1990 il regime dei generali negò lo stesso sterminio di almeno 3000 dissidenti uccisi nelle strade del centro teatro delle ultime imponenti manifestazioni guidate dai monaci contro l'aumento dei prezzi di generi di largo consumo come il combustibile e il riso. Prima del suo ultimo arresto nel maggio del 2003, anche la Nobel Aung San Suu Kyi fu testimone del brutale massacro di un numero imprecisato di suoi sostenitori a Depayin, nel nord del paese, pure questo negato dalle autorità che utilizzarono nell'impresa ex detenuti assoldati dall'organizzazione filo-governativa Usda e chiamati Swan Arrshin.

Nei giorni delle manifestazioni di massa delle settimane scorse tutte le tv hanno trasmesso i video usciti clandestinamente quando Internet ancora funzionava con militari e civili che caricavano sui camion i dimostranti per portarli via. Restano ancora i dubbi sulla loro sorte, visto che non si ha notizia di centinaia di persone arrestate, mentre l'esercito è sospettato di girare ancora casa per casa con le foto riprese durante i cortei. Dubbi che rafforzano la tesi contenuta nell'ultima parte della lettera accompagnata alla foto. "I corpi smembrati dai camion - è scritto - vengono successivamente gettati in grandi buche scavate dai macellai. In questo modo vengono fatti scomparire una volta per tutte. Tali demoniache atrocità - continua - vanno avanti giorno dopo giorno". Qualche speranza viene tuttavia dalla riunione di ieri del Consiglio di sicurezza dell'Onu, al quale l'inviato Gambari ha riferito della sua visita in Birmania. Non c'è ancora un accordo sulle misure da adottare contro il regime, perché la Cina si oppone a sanzioni, ma il Consiglio ha convenuto che "è inaccettabile e insostenibile tornare indietro alla situazione precedente alla crisi".

(6 ottobre 2007)


Il popolo Birmano soffre... le persone vegono trucidate: E noi non facciamo niente... certo... la Cina non vuole... ha forti legami economici con il governo dittatoriale cosi come la Russia... ma in tutto questo, a mio parere persino gli Americani hanno qualcosa da nascondere... prendere il predominio su quella regione ricca di risorse... e strapparla alle altre sanguisughe.... ?
Nascondere i propri interessi sotto il nome di "LIBERTA'"... è molto facile... Gli Americani sono specialisti in questo.... ma sicuramente non sono tutti degli assassini e torturatori come i militari BIRMANI. I torturatori vengono puniti e incarcerati e cacciati dal corpo militare... in Birmania i torturatori vengono premiati...

spero che questa volta gli americani rispettino veramente la parola LIBERTA'

Cosa succederà? Non ho idea...

venerdì 5 ottobre 2007

Il Matrimonio della figlia del dittatore in Birmania

Da alcuni giornali apprendo che questo è il matrimonio della figlia del dittatore birmano Than Shwe... e chiunque divulghi questo video rischia il carcere in birmania.... :

dall'espresso:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/I-generali-che-sfidano-Buddha/1808990//1

[...]
a a dare l'idea del terrore e della confusione in cui vivono i generali di Naypyidaw nel loro autoimposto isolamento può forse bastare un episodio apparentemente minore accaduto pochi mesi prima che scoppiasse la rivoluzione color zafferano. Quando la pingue figlia del generale Than Shwe si è sposata, la giunta ha pensato infatti di celebrare l'evento con una festa sontuosa che richiamasse - ancora una volta - il fasto e l'opulenza delle antiche corti di Mandalay. L'intero establishment politico-militare è stato invitato e la cerimonia è stata un tripudio di stellette e champagne, con le signore che esibivano chili di quelle gemme e quei preziosi di cui è ricco il sottosuolo birmano. Le nozze sono state riprese da cameramen ufficiali e trasmesse alla tivù di Stato. Nel giro di poche settimane, tuttavia, il governo si è reso conto che il video rischiava di trasformarsi in un clamoroso autogol: quell'esibizione di ricchezza estrema era troppo oltraggiosa per i milioni di birmani alla fame e nei 'tea bar' la serata era stata sprezzantemente ribattezzata la 'Diamonds-full Night'. Quindi, con una decisione al limite del grottesco, la giunta ha dichiarato illegale la circolazione del video ufficiale. Ma era troppo tardi: una copia trafugata e spedita in qualche modo all'estero è finita su Internet, mentre nel paese il clip è diventato uno strumento di propaganda clandestina contro il regime. Nell'aprile del 2007, ad esempio, due persone sono finite in galera, a Nyaungdon, per 'possesso abusivo' del dvd con le nozze della figlia di Than Shwe.

[...]





mercoledì 3 ottobre 2007

Le bugie hanno... i rigassificatori!

http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/falso-rigassificatore-olt.pdf

Guardate che ho trovato su GreenPeace Italia...

A livorno vogliono fare un rigassificatore.. non ho idea a che punto siano ma... se leggete il pdf.. scoprirete che coloro che dovrebbero REALMENTE dare l'autorizzazione a installare i rigassificatori non hanno dato nessuna risposta in merito... anche perchè l'unico che aveva dato consenso era uno di quelli appartenti alla ditta che deve costruire il rigassificatore... la cosa divertente che il gruppo di persone che si occupa del santuario dei cetacei non ha nessun potere di decidere questa cosa...
Intanto il rigassificatore si fa.....

martedì 2 ottobre 2007

Il ministro Birmano dice di non aver infranto i diritti umani

http://www.unita.it/view.asp?idContent=69308

Leggetevi l'articolo.

Che gli americani siano un tantino colonialisti... beh.. sono d'accordo. Ma se poi mi andate a dire che non avete infranto i diritti umani... beh... perchè non provate a chiederlo al giornalista GIUSTIZZIATO dal soldato birmano perchè aveva una telecamera in mano....

BIRMANI LIBERA! BIRMANIA LIBERA!